Giorgio Canali
Scritto da Osvaldo PIliego    Domenica 08 Luglio 2007 12:01    PDF Stampa E-mail
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Dagli anni 80 a oggi Giorgio Canali ha rappresentato e rappresenta un elemento chiave del rock Italiano. Prima dietro in comandi di gente come i Litfiba (quelli buoni), poi ancora nei CCCP e nei Csi. Una carriera come produttore di band come i Marlene Kuntz, il Santo Niente e ancora l'esperienza solista che lo vede affiancato dai Rossofuoco. Esce in questi giorni Tutti contro tutti.

La sincerità, quella sbattuta in faccia senza mezzi termini sembra restare caratteristica portante dei tuoi testi. Cosa ti fa arrabbiare? Cosa ti indigna?

La rassegnazione mi fa incazzare, chi si accorge che ci stanno fregando e fa finta di nulla perché tanto "che ci vuoi fare"... Questo mi fa imbufalire ancora di più di quelli che, accorgendosi che ci stanno fregando, fanno finta di nulla perché gli conviene o perché sperano di finire, in qualche maniera, nel numero ristretto degli "eletti" che fregano gli altri... poi ci sono gli idioti: quelli che non si accorgono che ce lo stanno mettendo in quel posto e, se cerchi di avvisarli, prendono te per un idiota... Last but not least... (e qui arriviamo nel mio piccolo mondo autistico) ecco le teste di cazzo, ovvero coloro che, automaticamente, nel momento in cui in una canzone si affronta un argomento che sfiora il sociale, non importa in che maniera e in che ottica, ti dà del retorico e del populista... Questo per ciò che riguarda il "cosa mi fa arrabbiare", in risposta alla seconda parte della domanda posso solo dire che l'indignazione è un sentimento che non mi appartiene perché, fondamentalmente, la ritengo una forma mentale del qualunquismo...

Qual è il filo conduttore di questo Tutti contro tutti?

Banalmente ti rispondo: "la rabbia". Se non ci si vuole fermare alla prima definizione, posso dire che molte delle parole cadute a pioggia sulle atmosfere musicali di Rossofuoco nell'ultimo lavoro, sono legate alla dedica sul retro di copertina del cd: "A Federico Aldrovandi, 1987-2005", dedica che si estende anche a Patrizia, madre ostinata e tutt'altro che rassegnata, e all'associazione Verità per Aldo. Federico era un ragazzo appena diciottenne che, una notte, tornando a casa, ha scelto la strada sbagliata, questo è l'indirizzo su internet per saperne di più: http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/federico_aldrovandi/

Sembra che l'imbastitura musicale dell'album sottolinei, o comunque sia parte integrante del messaggio, diretta, essenziale sincera. L'importante è l'obiettivo?

C'è, tra coloro che fanno musica, chi prova smisurato piacere nel concepire ed eseguire intrecci ricercati, invidio quelli che riescono a trasmettere emozioni profonde in questa maniera, ma sono pochissimi... dal canto mio penso che quattro accordi di merda e un migliaio di parole ancora peggio, comunichino meglio il mio/nostro stato d'animo e, se permetti, per noi è molto più facile divertirci suonando dal vivo cose che anche un bambino riesce ad eseguire... quello che cerchiamo, è creare ambienti sonori che, in qualche modo, emozionino chi ascolta come emozionano noi... Comunque sia le tessiture armoniche di Rossofuoco non sono poi così elementari... prova a scriverle sul pentagramma...

Nei panni di musicista e di produttore hai visto tanto. Qual è il tuo parere oggi? Dopo il miracolo indie degli anni 90 di cui sei stato un protagonista. Cosa è rimasto?

Quello che resta, merita di esserci. Comunque sia, è tutta la vita che sento esprimere nostalgia per la musica del decennio precedente e, di decenni precedenti da rimpiangere, in cinquant'anni di vita, ne ho visti almeno quattro.

Per te oggi la musica è terapeutica? C'è speranza alla fine o solo rabbia?

Ho ricominciato a scrivere canzoni per me, dopo qualche anno di pausa dalle mie avventure precedenti, durante il periodo dei C.S.I. di Linea Gotica, consideravo lo scrivere una specie di terapia preventiva contro il cancro... sputare fuori ciò che ti tormenta aiuta a fare sentire meglio la tua testa e il tuo corpo. Toccando ferro (per essere educati), sembra che funzioni... la mia vita non è un modello di salutismo quindi, o è solo fortuna, o è la terapia giusta... Speranza? Roba da preti... e quanto mi fanno incazzare i preti...

Questo numero del giornale è dedicato ai festival estivi. Che rapporto hai con queste maratone musicali?

Quelli che mi invitano sono una figata, gli altri fanno cacare... A parte le battute idiote, i festival, dal più piccolo al più grande, sono la maniera giusta per ricreare una voglia di vivere la musica assieme agli altri e un ambiente fertile per i movimenti creativi a venire... ci sono troppe cose che fanno concorrenza alla musica dal vivo e che distraggono le nuove generazioni, per questo penso che ogni manifestazione di questo tipo sia una benedizione per questo mondo e non sto parlando solo di quello musicale.

Fedele al verbo del rock, ma c'è qualcosa che musicalmente devia da quello che suoni e che ti piace ascoltare una volta a casa?

La musica "classica" mi fa furiosamente incazzare, la musica "contemporanea" mi innervosisce e dopo picchio i bambini che non ho, il jazz mi fa venire i brufoli, l'etno e il folk scatenano in me ondate di razzismo fanatico che Borghezio mi fa ridere, la musica leggera mi diverte una volta su un milione... Quando metto un disco nel lettore, è sempre un disco che puzza di elettricità, è più forte di me.

Osvaldo Piliego

 

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