VALENTINA GRAVILI
Scritto da Giuseppe Arnesano    Lunedì 18 Aprile 2011 12:05    PDF Stampa E-mail
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Roma, una sorridente balena gonfiabile si aggira indisturbata nelle rumorose acque di fontana di Trevi. Qualche giorno fa la giovane Valentina Gravili ha presentato il suo quarto album intitolato La Balena nel Tamigi. Sonorità affascinanti e composizioni "rockettare" sostengono ritmicamente la scrittura fresca e contemporanea abilmente enfatizzata dalla fluida ed accattivante voce della cantautrice brindisina.

Sei al tuo quarto lavoro discografico cosa ci racconta La Balena nel Tamigi?
La Balena racconta di bimbe brillanti che hanno rinunciato ai propri sogni, di città spietate, di amori che lasciano il vuoto e di necessità a cui l'amore da solo non può provvedere, come l'affitto da pagare o l'inarrestabile esigenza di riconoscere la malafede che si nasconde dietro le cose che ogni giorno ci raccontano e ci propongono. Ma parla anche della fiducia nella gente, della follia che ti aiuta a sopravvivere e che ti fa vedere la bellezza anche lì dove non c'è, delle piccole e magiche gioie quotidiane, delle grandi imprese che l'arte può compiere.

Titolo vagamente "surrealista" ci spieghi come nasce l'idea del nome?
Se bene quasi "onirico" in realtà una balena nel Tamigi è davvero esistita. Giunse nel 2006 nelle acque londinesi dopo aver perso il senso dell'orientamento. Così ho deciso di fare del povero cetaceo la metafora del senso di smarrimento che ci attanaglia in questo momento di crisi economica e di valori, in cui i punti fermi tipici di una società sana, come la scuola, la cultura, il lavoro o la stessa classe dirigente, vengono a mancare. Si brancola nel buio e ci si sente persi, appunto smarriti come una balena nel Tamigi.

A che punto è la tua "metamorfosi" artistica?
La metamorfosi non arriva mai a compimento, si passa semplicemente da uno stadio all'altro, oggi sono una balena ma dentro di me è già in atto una nuova trasformazione. Anche rispondere alle tue domande in questo momento mi sta cambiando.

In che modo vivi la scrittura durante la composizioni dei tuoi brani?
Il momento della composizione è sempre molto stimolante, mi piace cimentarmi con la nostra bella lingua che offre soluzioni sempre nuove, con effetti inaspettati e originali. È per me fondamentale comporre musica e testo contemporaneamente. Odio il finto inglese, perché ti conduce verso melodie già trite e ritrite mentre mettere in musica un testo già finito può dar vita a un "effetto menestrello" piuttosto stantio e noioso. Solo quando parole e musica viaggiano di pari passo riesco ad essere soddisfatta del mio lavoro.

Cos'è cambiato dall'album Alle ragazze nulla accade a caso a quest'ultimo?
In comune c'è ancora uno staff di lavoro già collaudato nel quale credo molto. Mi riferisco ad Amerigo Verardi, Max Baldassarre e Silvio Trisciuzzi, i miei produttori artistici. Questo nuovo disco ha in se una vena psichedelica molto più accentuata, anche grazie all'utilizzo di strumenti insoliti come lo zither o il bouzouki. Nei testi della Balena ho rivolto lo sguardo verso l'esterno, mentre Alle ragazze era decisamente molto più introspettivo. Ora non amo più molto quello scriversi "addosso"

Brindisina di origine ma romana di adozione, com'è il tuo rapporto con la città eterna?
La capitale offre tante possibilità, specie per il mio lavoro, ti sembra di avere tutto a portata di mano ma poi ti accorgi che il traffico ti blocca, gli spostamenti richiedono tempi esagerati, i rapporti con la gente restano superficiali e soprattutto mi manca il mio mare "come lui non c'è nessuno"!

L'iniziativa delle "balene nelle fontane italiane" ha coinvolto città come Roma, Milano, Torino e Lecce, ci dici com'è nata quest'idea e come è andata?
Sta andando molto bene. L'idea è di un gruppo di ragazzi che dopo aver sentito il mio disco in anteprima si è rivisto nella metafora della Balena nel Tamigi e mi ha proposto di creare un movimento che prende in prestito il titolo del mio album. Nella pagina facebook raccogliamo i pensieri di chi sente quel senso di smarrimento che abbiamo definito "sindrome da balena nel Tamigi". Il gruppo si sta espandendo, spesso esce dalla virtualità di internet per prendere parte ad eventi come la manifestazione delle donne del 13 febbraio ed operazioni "simboliche" come quella delle Balene nelle fontane italiane, durante la quale misteriose balene gonfiabili hanno perso la strada per il mare e si sono ritrovate a sguazzare nella Fontana di Trevi o in quella di Piazza Navona(potete guardare il video su you tube). Il 26 Marzo le balene arriveranno a Milano, il 9 Aprile a Torino e il 23 Aprile a Lecce.
Giuseppe Arnesano
 

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