Cart'armata edizioni
Scritto da Stefania Ricchiuto    Domenica 08 Luglio 2007 11:57    PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 2
ScarsoOttimo 

Cart'armata edizioni è un nome militante, che richiama una scrittura sempre all'erta ed agguerrita. Nasce a Milano nel 1994 dalla passione - e dalla cocciutaggine - di una combriccola di giornalisti impegnati nel sociale, che prima ha dato vita ad un giornale, e poi ha incominciato a pubblicare libri coraggiosi e spesso impopolari.

La vostra storia nasce con Terre di mezzo, il giornale di strada dedicato ai temi del disagio sociale, venduto da persone in difficoltà. Proporre per marciapiedi, angoli e stazioni un prodotto editoriale dai contenuti importanti non deve essere stato facile. Qual è stata l'accoglienza iniziale della città di Milano verso la vostra idea?

In realtà Terre di mezzo era stato presentato in conferenza stampa in contemporanea a Roma e a Milano, e la vendita aveva avuto inizio non solo in queste due città, ma anche a Trieste, Genova ed altri centri importanti. L'accoglienza dovunque è stata fin da subito molto buona, e per anni la vendita per strada ha potuto contare anche su migliaia di copie vendute. Il risultato è stato ed è spesso legato alle condizioni del tempo: se piove o fa freddo si vende di meno. Ma l'attenzione della strada verso le nostre proposte rimane anche oggi piuttosto alta.

Affidare la vendita per strada esclusivamente a persone immigrate può portare a volte allo sgradevole connubio "migrante-lavoro umile". Avete mai avuto dei dubbi su questa scelta?

Mai, anche perché non è stata una scelta premeditata. Devo premettere che Terre di mezzo è nato ispirandosi ad altre esperienze, come quella del The big issue, distribuito in Inghilterra e Scozia attraverso una rete di venditori di strada. Quando abbiamo realizzato il giornale, ci siamo posti il problema di come rintracciare possibili venditori per la creazione di una rete simile. Abbiamo inserito un annuncio di offerta lavoro, e per caso hanno risposto quasi esclusivamente persone immigrate, che non sono state "cercate", quindi, ma "trovate". Dopo, non ci siamo orientati verso la ricerca di venditori italiani solo per non sottrarre lavoratori all'altro giornale di strada in vendita a Milano, "Scarp de' tenis", voce dei senza fissa dimora. Devo aggiungere, in ultimo, che in paesi come il Senegal la vendita dei giornali per la strada è considerato un lavoro ordinario, assolutamente dignitoso, e non saltuario o "di emergenza" come qui da noi.

Oggi potete contare su uno spazio discreto ma concreto nelle librerie. Eppure il vostro tratto distintivo rimane la vendita per la strada, non solo del giornale ma anche dei libri. Perché?

Per il settore libri ci siamo avvalsi fin dall'inizio della distribuzione tradizionale. Ma dato che siamo nati per la strada, non aveva senso rinunciare a quel canale, anche perché avrebbe significato abbandonare i nostri distributori, che spesso vendono più libri che copie del giornale. Abbiamo voluto custodire un'opportunità di lavoro, insomma, ed anche conservare la visibilità verso quel pubblico che non entra nelle librerie.

La vostra realtà è una delle poche, tra quelle che si definiscono piccole ed autonome, a non ricevere per scelta alcun sovvenzionamento istituzionale. In più, Cart'armata è una srl di proprietà degli stessi giornalisti-editori. È questa la ricetta per essere realmente indipendenti?

Non so se sia una ricetta valida per tutti, certo lo è stata per noi. L'editoria piccola ed autonoma è un settore delicato, che spesso vede nascere realtà costruite ad hoc proprio per poter attingere dai finanziamenti pubblici. Di sicuro, avremmo potuto costituire una società cooperativa, con tutti i vantaggi del caso. Ma non l'abbiamo voluto fare.

Come selezionate le opere che compaiono nella vostra collana di narrativa? È sufficiente che lo sviluppo della storia testimoni l'emarginazione, il disagio, la cultura "di periferia", o c'è attenzione da parte vostra anche verso i modi del narrare?

C'è sicuramente attenzione verso certi temi, con uno sguardo notevole alla scrittura. Cerchiamo prima di tutto delle storie - questo è vero - che richiamino i problemi dell'integrazione o della lotta alla povertà, ma mai a discapito della qualità letteraria. Un nostro autore, Daniel Alarcòn, di origine peruviana ma trasferitosi negli Stati Uniti, ha recentemente vinto il Whitng Writer's Award, un premio prestigiosissimo, ed è risultato finalista all'Hemingway Foundation/PEN Award.

Un'intera collana, Percorsi, è dedicata ai cammini spirituali e non, alla ricerca in forma di pellegrinaggio, alla pratica del viandante. Com'è nata?

Una delle nostre attenzioni è sempre stata rappresentata dal turismo responsabile e non invadente. I viaggi a piedi consentono di attraversare i luoghi vivendoli, senza modificare i territori, e mantenendo intatto il legame con la storia del percorso. Da qui la nostra scelta di proporre delle guide di qualità, non solo sulle esperienze più note e di richiamo spirituale come Santiago de Compostela o la Via Francigena, ma anche sui cammini della storia, degli uomini e delle idee. Ad esempio, una nostra pubblicazione presenta i sentieri partigiani d'Italia, con sei itinerari che ripercorrono i monti e le valli della Resistenza.

Tutte le vostre proposte hanno come comune denominatore "l'orientare verso la pratica". Poca teoria - giusto il necessario - e poi tanti strumenti in forma di libro, per realizzare in concreto uno stile di vita partecipativo, rispettoso dell'ambiente, basato sulla giustizia sociale. Allergici alle appartenenze puramente ideologiche?

Siamo sicuramente distanti dall'ideologia fine a se stessa. Non ci piace proporre ricette teoriche, ma gesti quotidiani alla portata di tutti. Una nostra collana si intitola proprio "Stili di vita", e mira a comunicare possibilità di risparmio energetico, alternative all'uso dell'automobile, consigli di consumo critico, ed altre dinamiche di facile approccio che permettano di attuare dei piccoli ma significativi cambiamenti. Per noi è importante.

Un consiglio di lettura....

Posso darne tre? Abbiamo recentemente pubblicato La Cartografia della Via Francigena, unica opera che raccoglie le mappe dettagliate del percorso da Canterbury a Roma. Poi, la Guida alle vacanze alternative, che consiglia come recuperare del tempo per sé, affiancando proposte di viaggio a corsi creativi, alcuni anche molto stravaganti. Infine, un noir: Non si uccidono così anche i cavalli? di Horace McCoy, un classico dimenticato in Italia, e da cui è stato tratto l'omonimo film di Sidney Pollack, vincitore di un Oscar.

Stefania Ricchiuto

 

Contatti

Soc. Coop. CoolClub a r.l.
Sede Legale: P.tta Montale 1
Sede Operativa: Piazza Baglivi 10
73100 Lecce
Tel/Fax: 0832303707
E-mail: redazione@coolclub.it
P.IVA: 03790750750
Testata iscritta al registro della stampa del tribunale di Lecce il 15.01.2004 al n. 844

Chi Siamo

La Cooperativa CoolClub nasce nel 2004 per dare stabilità, continuità e sostanza al lavoro svolto negli ultimi anni dall’omonima associazione culturale.Continua...


 

Social & RSS

Facebook CoolClub
Myspace CoolCLub
Editoriali
News