MATTHEWS SOUTHERN COMFORT, UNO STILE INCONFONDIBILE
Scritto da Giancarlo Susanna    Venerdì 25 Febbraio 2011 12:15    PDF Stampa E-mail
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Il desiderio di abbandonare la pratica della musica in prima persona si è qualche volta affacciato nella lunga carriera di Iain Matthews. Per nostra fortuna è stato messo in pratica soltanto una volta, diversi anni fa, quando questo grande cantautore inglese diventò per un breve periodo un discografico (alla Island). In quella occasione fu l'affetto del pubblico di Cropredy, l'annuale appuntamento con i Fairport Convention, a fargli cambiare idea. Stavolta Matthews ci spiazza con il rilancio di una sigla legata ai suoi esordi come solista: si chiamava "Matthews Southern Comfort" il suo primo album e si chiamò nello stesso modo la band con cui ebbe un #1 - caso isolato nella numerosa famiglia Fairport - nelle classifiche britanniche nel 1970. La sua bella rilettura di "Woodstock", la canzone che Joni Mitchell aveva dedicato al Festival più importante della storia del rock, ebbe una fortuna che dura ancora oggi.

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E Matthews non si stanca di cantarla e di inciderla. Lo ha fatto anche in "Kind of New", con un risultato ancora una volta sorprendente. Dei Matthews Southern Comfort, Iain ha ripreso non solo il limpido folk rock delle origini, ma  anche lo schema del gruppo, affidando alla brava Terri Binion il ruolo di "alter ego" che era stato dell'americano Carl Barnwell. Non si è tuttavia smentito: ci è voluto del tempo perché quello che lui stesso chiama un "brutto anatroccolo" si trasformasse al suo orecchio esigente in uno "splendido cigno". Prima però di tentare di analizzare "Kind of New", uscito giusto al principio di quest'anno, vorremmo richiamare la vostra attenzione sulle altre imprese di Matthews, che pur essendo quasi sempre centrate sulla canzone danno l'idea di un artista in continuo movimento. Ci sono dei seminari sulla scrittura e la composizione che lo hanno visto impegnato in vari luoghi - dalla Scozia agli Stati Uniti. Impegnato in uno di questi incontri nell'edizione 2010 del Folk Festival di Philadelphia, Matthews non ha comunque mancato di cantare e suonare con Richard Thompson, realizzando, almeno dal vivo e per qualche minuto, il sogno di ascoltare di nuovo insieme due dei fondatori dei Fairport Convention. Nel frattempo Iain avrebbe dovuto continuare il lavoro per "Sticktuitiveness", il secondo album con il Searing Quartet nonché portare a termine, in veste di produttore, quello per un album del cantautore scozzese Dan Whitehouse. Last but not least, è in cantiere un'autobiografia, impegno non da poco per un artista che ha attraversato diversi decenni di popular music all'insegna della riservatezza e dell'understatement.

 

Fare musica insieme

Tra i tanti album incisi da Matthews c'è uno splendido "Live Alone" (1991), ma si tratta in fondo di un'eccezione, per un artista che ama collaborare con gli altri. Iain ha una visione della musica che gli consente di essere un leader anche quando non è effettivamente titolare di una formazione. Sa come scegliere i compagni giusti. E non c'è bisogno di andare troppo indietro nel tempo per capirlo. Uscito un paio d'anni fa, "Joy Mining" è il risultato del suo incontro con il Searing Quartet, un jazz combo di straordinaria bravura. Ecco allora "Afterwords", cd più dvd dal vivo del 2010 che lo vede affiancato dal pianista del Searing Quartet Egbert Derix. Ecco "Amen", un live del 2008 con Mike Roelofs al piano e Bart Oostindie alla chitarra. Ecco "Ride The Times" (2010) del duo folk rock The Iain Ad Venture - ovvero Matthews e lo scintillante chitarrista e cantautore Ad Vanderveen. Forse Iain, che si è stabilito da qualche anno in Olanda, non si chiede più "se il mondo abbia davvero bisogno di un altro mio album" e si muove liberamente nel paese in cui ha scelto di vivere, facendo veloci puntate in Gran Bretagna o negli Stati Uniti. L'ago della bussola è per lui la puntigliosa ricerca della qualità e in questo senso è comprensibile la sua soddisfazione per la riuscita di "Kind of New". Di Terri Binion  (voce. chitarra acustica) e del suo ruolo nei MSC abbiamo già fatto cenno, ci resta quindi da citare i nomi degli altri componenti della band: Mike Roelofs (pianoforte e tastiere), Bart-Jan Baartmans (basso), Richard Kennedy (chitarra acustica) e Joost Kroon (batteria). La songlist spazia tra brani originali e classici del passato come "Road To Ronderlin" o "Blood Red Roses" fino a comprendere l'immancabile "Woodstock", presente tuttavia in una veste rinnovata, anche se basata sulla frase originale che ne caratterizzava la prima versione. Un tour europeo che ci auguriamo comprenderà anche l'Italia darà ulteriore visibilità a un inatteso "ritorno" sulle scene.

Matthews Southern Comfort

Kind of New

Brilliant/Genepool/Universal

Giancarlo Susanna

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