| LIBRO SUI LIBRI LA PREFAZIONE | ||||
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È un inferno.
Più i giorni passano più lo spazio della mia piccola casa tende a restringersi. Libri su scaffali, libri su mensole, libri in camera da letto, libri in cucina, libri in bagno, libri ovunque. Sono un tossicomane e so che la guarigione è solo un lontano miraggio. A quest’accumulo spropositato di volumi si accosta una lettura bulimica di tutto. Sono un lettore onnivoro, uno di quelli che gli esperti del settore definiscono lettore forte, uno di quelli che con il numero di libri che acquista tiene in piedi il rutilante baraccone del sistema editoriale italiano. Lontani sono i tempi della mia verginità, quando ai libri preferivo le partite di pallone e i pomeriggi passati davanti alla TV a divorare cartoon giapponesi. È l’adolescenza ad aver incrinato la mia beata innocenza. L’adolescenza: quel contorto periodo in cui tutto sembra remare contro di te, quel periodo in cui, invece di parafrasare canti della Divina Commedia e scervellarsi con strambe formule trigonometriche, preferisci fissare per ore la crepa asimmetrica che campeggia sul soffitto della tua camera, il tutto condito dai suoni poco rassicuranti dei Joy Division e Bauhaus. In uno di quei pomeriggi catatonici, un libro, portato da un mio compagno di liceo, varcò la soglia della mia camera. Avrò avuto quattordici anni. Il libro in questione era Sulla strada di Jack Kerouac. Certo, in precedenza avevo letto altri libri. Non ero totalmente all’asciutto. Tutto, però, rientrava tra gli obblighi imposti dalla paranoica attività didattica. Nella storia di Sal Paradise e Dean Moriarty, invece, trovai molte risposte al mio sentirmi inadeguato e fuori dal coro, perché sono sacrosante le parole di Cesare Pavese: “Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi”. E quanto vibrai dopo quella lettura! Fu la mia prima dose. Presto fui sopraffatto da questa dipendenza. Più gli anni passavano più necessitavo di roba. Pagine e pagine per accudirmi, per lenire il mio disagio e nascondermi per ore e ore in mondi possibili nel tentativo di costruire la corazza migliore con cui affrontate il mondo reale. Questa è la mia piccola storia. Necessaria premessa per spiegare la ragione che mi ha spinto a chiedere ad un gruppo di giovani narratori la personale versione dei fatti riguardo l’incontro con la lettura. Un modo per confrontare la mia esperienza con la loro e la loro con quella di tutti voi lettori del presente Libro sui libri. Giuseppe Braga, Eva Clesis, Gabriele Dadati, Maura Gancitano, Elisabetta Liguori, Giancarlo Liviano D’Arcangelo, Teo Lorini, Flavia Piccinni e Nadia Terranova, ciascuno con il proprio stile e la propria voce, hanno dato vita a nove testi inclassificabili, che flirtano con le linee dell’autobiografia, della narrazione e della saggistica senza rientrare nel pentolone di nessuna di esse. Molti gli aneddoti raccolti, gli autori citati, i libri culto, molti i secoli attraversati, tutti tenuti assieme dal collante comune della loro autentica esperienza. Da Sciascia a Scerbanenco, da Roth a DeLillo, passando per Balzac, Pontiggia, Eco, Cervantes, Sartre, Collodi, Bernhard, Austen, Céline, un viaggio impazzito nello spazio e nel tempo, nel quale riluce l’idea di poter trovare nostri contemporanei in ogni epoca e in ogni letteratura. Nonostante l’invasione possente nella vita di tutti i giorni di TV e Internet, che sottraggono fette importanti del nostro tempo libero, ancora oggi la pratica della lettura può essere considerata un’esperienza decisiva e centrale e il libro un oggetto rivoluzionario, assolutamente non destinato alla sparizione, convenendo, in conclusione, con quanto scritto da Umberto Eco qualche anno fa: “Il libro da leggere appartiene a quei miracoli di una tecnologia eterna di cui fan parte la ruota, il coltello, il cucchiaio, il martello, la pentola, la bicicletta”. E se, a lettura terminata, qualcuno di voi si recherà in libreria o in biblioteca o si farà prestare da amici o parenti uno dei titoli di cui si parla tra queste pagine, vorrà dire che quel miracolo chiamato libro avrà continuato ad agire e il senso di questa operazione potrà ritenersi magicamente compiuto. Rossano Astremo
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