| Momart - Ad Andria una nuova casa delle arti | ||||
|
|
La mia maestra delle elementari diceva che l'essere delle cose è nel loro nome. Mi sono ricordata di questo suo insegnamento quando ho cominciato a leggere del progetto Momart, per scoprire che l'acronimo si scioglie in Motore Meridiano delle Arti. Parola ambivalente questa Momart, che si compone di più pezzi: Moma è il primo, è il nome di una discoteca particolarmente nota nella mappa del divertimento notturno pugliese. Nell'ottobre 2007 la discoteca è sequestrata a seguito di un'operazione coordinata dalla direzione distrettuale antimafia di Bari. Ed è qui che la parola comincia a diventare equivoca. Al primo pezzo si aggiunge il secondo, Art, e diventa MOMart, se ne trasforma il senso. Perché il sequestro del Moma rappresenta un nuovo inizio nella legislazione dei beni sequestrati ma non ancora confiscati alla mafia; perché da lì comincia un nuovo modo di concepire la responsabilità dei progetti culturali; perché da lì si scommette, con responsabilità e concretezza, sulle potenzialità di sviluppo civile e culturale del territorio.
Il progetto Momart nasce dalla collaborazione tra il Teatro Kismet di Bari e l'Associazione Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie, fondandosi sul desiderio comune di fare di questo spazio riconquistato il simbolo di una nuova politica e di una società civile che ripudia l'illegalità in tutte le sue forme, e che ambisce a sostenere, e a mettere in rete, gli organismi dell' impresa culturale locale e nazionale, nella certezza che la cultura agisce come veicolo di informazione e sensibilizzazione su tematiche di rilevanza sociale.
Dopo la firma di un protocollo di intesa, con il quale si affida ai due organismi la gestione dell'ex discoteca di Adelfia, comincia un impegnativo periodo di monitoraggio volto al confronto con gli operatori e le tante associazioni pugliesi che lavorano nel campo della creatività. Ad ottobre del 2008 Momart fa il suo ingresso in società: lo slogan Momart mette in moto il cambiamento segna la partecipazione alla prima iniziativa pubblica, segnata da un forte spirito di condivisione, partecipazione, voglia di creare una rete di relazioni tra le varie realtà locali, sufficientemente forte per sostenere ed alimentare il motore meridiano della arti.
Non a caso Momart, in accordo con il programma della Regione Puglia Bollenti Spiriti, elabora forme di sostegno e interazione con le realtà giovanili del territorio, il sistema della produzione nazionale e la rete internazionale della cooperazione artistica.
Tre sono le declinazioni della parola Momart:
Moma live, uno spazio performativo in cui proporre serate live dedicate a musica, letteratura e arti visive;
-Momart - motore della creatività giovanile, un luogo dedicato alla produzione, alla formazione e all'inserimento lavorativo degli artisti del territorio, da sviluppare attraverso formule quali bandi, corsi di formazione, festival, seminari internazionali per la creazione di reti tra giovani creativi;
Moma hub, un motore delle relazioni e della cooperazione internazionale, il cui compito sarà quello di generare relazioni a tutti i livelli per realizzare da un lato progetti di cooperazione artistica internazionale, dall'altro relazioni di stage con reti specializzate nel settore.
La prima formula operativa di MOMArt, con la quale si aprono ufficialmente gli spazi della struttura riguadagnata alla legalità, è quella dei "Cantieri", e il primo a partire è quello musicale del progetto "Hub - networking per le attività creative". Nei prossimi mesi, seguiranno gli altri.
Se è vero, come diceva la mia maestra, che la parola è il significato, appare chiaro che il senso profondo del progetto MOMArt è quello di essere centro e riferimento di coordinamento fra le numerosissime realtà creative della regione. Del resto, come tutti i neologismi, che si presentano più di frequente in culture che stanno cambiando rapidamente, anche MOMARt sorge in una situazione culturale, quale è quella pugliese, caratterizzata da una rapida diffusione dell'informazione e da un dinamismo, una spinta, che lascia ben sperare noi "fannulloni" creativi delle giovani generazioni.
Michela Contini
|






