|
BORIS 3
|
|
Scritto da Valeria Blanco
Venerdì 05 Marzo 2010 10:22 |
|
|
|
|
Conto alla rovescia terminato per l’arrivo su Fx (canale 119 di Sky ogni lunedì alle 22.45 dal 1 marzo) di Boris 3, la serie televisiva made in Italy che si è guadagnato l’apprezzamento di critici televisivi e registi cinematografici. Più che una serie, una “fuoriserie” l’avevano definita l’anno scorso gli autori. Quest’anno la musica cambia e si parla di “metatelevisione, metà no”. In effetti la fiction racconta il set strampalato di una serie televisiva italiana. Boris è il nome di un pesce rosso che dalla sua boccia di vetro è testimone di ciò che succede nel backstage de Gli occhi del cuore. Un viaggio tra compromessi, dialoghi improbabili, attori raccomandati e stagisti trattati come schiavi. Tante conferme, ma anche qualche novità per la stagione in arrivo. Parola d’ordine della terza serie sarà “qualità”, anche se poi il protagonista resta sempre Stanis La Rochelle (Pietro Sermonti). Confermati anche Francesco Pannofino (che Sermonti definisce la “voce bianca” del cinema italiano) nei panni del regista René Ferretti, Ninni Bruschetta che è Duccio, il cocainomane direttore della fotografia, Alessandro Tiberi che è “Seppia”, stagista sfruttato e innamorato dell’assistente alla regia, Arianna (Caterina Guzzanti). Tra le novità, la regia passa al giovane Davide Marengo, su cui Caterina Guzzanti esprime un giudizio lusinghiero: “Oltre a essere simpatico, Davide è “molto regista”. Gli altri tre erano più incasinati, mentre la nuova troupe, come direbbe qualche personaggio noto ai fan di Boris, “stava sul pezzo”. Insomma, erano più sicuri, già rodati sulla lunga serialità”. Nella finzione scenica, invece, Occhi del cuore finisce, ma le scelte degli autori spiazzano tutti: “La seconda serie – spiega Tiberi - finisce con la preparazione della serie Machiavelli, e tutti si aspettano che in Boris 3 si lavorerà a questo. Invece gli autori hanno deciso di complicarsi la vita”. Spazio allora a “una serie americaneggiante dal titolo Medical dimension in cui – dice Luca Vendruscolo, uno degli sceneggiatori – più che “medical” è la parola “dimension” a rendere l’idea”. Ma, almeno nelle prime puntate, sarà la love story tra Arianna e Alessandro a dare le più grandi soddisfazioni. Li abbiamo lasciati quasi in procinto di iniziare una storia, invece improbabili incomprensioni politiche (uno dei due si dichiara berlusconiano convinto) sembrano allontanarli. “Il nostro rapporto, praticamente, implode”, spiega Caterina Guzzanti, mentre Alessandro ci spera ancora: “Speriamo nella benevolenza degli autori nella quarta serie”. Nelle quattordici puntate, anche piccoli camei affidati a Paolo Sorrentino, Filippo Timi e Laura Morante. Pare certo l’arrivo di un nuovo stagista. New entry confermate sono gli attori Marco Giallini e Agelica Leo, così brava da mettere in difficoltà gli altri sul set fittizio. In attesa di giudicare le loro performance, la preferita del pubblico rimane la cinica Arianna. Caterina Guzzanti sembra quasi non accorgersi di quanto siano esilaranti le sue smorfie, e se le si chiede cosa pensa delle sue doti d’attrice, risponde: “Mi vedo costretta a citare il nostro regista, Renè Ferretti: una cagna maledetta”.
Valeria Blanco
|