THE GREAT COMPLOTTO
Scritto da Vittorio Amodiio    Lunedì 07 Dicembre 2009 16:29    PDF Stampa E-mail
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C’era una volta... questa è una delle più belle favole della storia del rock, al pari del castello della Virgin, dei Pink Fairies, di Enzo del Re, della Firenze new wave. Di più, era una favola non solo musicale. Il primo contatto che presi con loro fu mediato dall’ufficio immigrazione  di Venezia per ottenere i permessi necessari e raggiungere lo Stato di Naon.

“Non si può immaginare il movimento punk di Pordenone avulso dal contesto urbano. Il fenomeno musicale, e non solo, che passa sotto il nome di Great Complotto, è lo Stato di Naon (dal nome latino di Pordenone, Portum Naonis). E lo Stato di Naon non è altro che la proiezione dello stato d’animo che animava una parte della nuova generazione pordenonese, una nuova ondata che pensava sé stessa come una controparte creativa, moderna e misteriosa di una cittadina borghese, immobile ed ammuffita. Il profilo di Pordenone assume a poco a poco quei tratti fumettistici e quasi leggendari che fecero del capoluogo friulano una delle capitali del rock italiano”.
Le prime gesta che ci vengono documentate hanno per scenario il ponte di Aklam a Portobello Road dove HitlerSS e i Tampax terranno un concerto “promozionale” con chitarre di cartone e 1000 copie del loro primo vinile (un quarantacinquino con 2 brani per band) sotto il braccio.

Tra il 1979 e il 1981 la documentazione discografica è limitata alla pubblicazione di pochi vinili che si contano sulle dita di una mano; oltre al singolo split già citato, la compilation che cambierà la storia del rock italiano. Un disco con in copertina il campanile della città, vi partecipano Mess, Fhedolts, Sexy Angels, Andy Warhol Banana Technicolor, Little Chemists, Mind Invaders, 001100111100011001011101, Musique Mecanique, Tampax/HitlerSS, Waalt Diisneey, W.K.W.
“Sul disco del campanile c’era un ordine per una scatola chiamata Enciclopedic Type, Turistic Type e un altro che non mi ricordo e a seconda del tipo mettevo il disco con delle reliquie o altre cose, e nel Turistic Type mettevo la cassetta Pordenone for Holidays”, ricorda Ado Scaini, uno dei principali protagonisti. La cassetta venne concepita come una guida fornita dalla Great Complotto Touristic Agency a improbabili visitatori di una ancor meno probabile città di Naon. Le voci dei giovani naoniani, intervallate dai suoni glaciali di un sintetizzatore analogico, evocavano paesaggi alieni, tecnologici e impersonali, spiegando in lingua inglese le attrazioni, le usanze, i luoghi, la mitologia dello Stato di Naon.
La Guida ufficiale dello Stato di Naon infatti è contemporanea alla seconda raccolta su album IV3SCR del 1983. Al suo interno viene spiegato il funzionamento dell’intera organizzazione, che naturalmente corrisponde solo in parte alla realtà. Al centro della copertina nera c’è una delle città disegnate da Ado Scaini. Aprendo la prima pagina ci sono informazioni su come arrivare a Naon, la bandiera - un tricolore rosso, verde e blu un riferimento evidente al RGB dei televisori in technicolor - e la storia leggendaria della patria naoniana. Di seguito sono elencate le molteplici attività contemplate all’interno del Great Complotto, che spaziavano da fantomatici settori, quali il “Servizio Investigativo Naoniano” o il “Ministero dell’Interno”, garante della difesa della popolazione, ad altri che effettivamente riproducevano consuetudini del gruppo. Ad esempio, il settore “Finanziario” preposto alla riscossione delle imposte, ovvero le rette da corrispondere per suonare nelle sale prove o il settore “Tecnico” responsabile del funzionamento degli impianti elettrici alle feste e ai concerti. All’elenco delle attività svolte nello Stato di Naon non possono mancare la squadra di calcio Atoms for Energy, gli Atelier De Montage, la Edit Naon, responsabile delle pubblicazioni del Great Complotto. Segue una sezione riservata alle notizie sul modo di vestire, di parlare, di atteggiarsi dei naoniani e infine, un elenco telefonico con i numeri utili per contattare i diversi responsabili delle band o dei vari ministeri.
L’anno successivo ancora una compilazione Un inverno a Pordenone ultimo atto dello Stato di Naon (l’epitaffio fu la compilation Taranto/Pordenone di cui dirò tra poco).  Di loro Vittore Barone scriveva dalle pagine di Rockerilla: “Il Great Complotto non smentisce la propria vena polemica e fa uscire alle porte della stagione balneare un elegante cofanetto intitolato Un inverno a Pordenone, contenente tre singoli di altrettante formazioni Naoniane. Nella confezione è altresì allegato un mini-romanzo di tale Clark Kent, adeguatamente orwelliano, che serve bene allo scopo di rendere il clima dei tre dischetti: una ‘stagione all’inferno’ quale può essere vissuta dodici mesi all’anno nei piccoli e grandi centri di provincia, apatici, privi di stimoli e strutture per i giovani, abitati dal conformismo e dall’ottusità.
In una simile situazione stagnante, i ‘ragazzi meravigliosi’ sono mosche bianche salvate dalla musica”.
Pordenone-Taranto, una storia che vi racconto con pudore, per un evidente conflitto d’interesse. Macchinario Retrò era una associazione tarantina che in quel periodo organizzava concerti ed era l’editore di Urlo Wave (ok, va bene; Urlo era un mio progetto). Due assessori alla cultura, due associazione e una manciata di band, concerti nelle due città e un disco a documento. Ado arrivò a Taranto e per promuovere i concertini prendemmo a noleggio un camion e sopra con un gruppo Ado cantava all’ingresso e all’uscita dei licei locali la sua “Risi Pisi”.
Che delirio. Raccogliemmo chili di rassegna stampa locale, nazionale ed internazionale.
I dischi pubblicati successivamente perderanno il fascino della prima ora anche se musicalmente (Futuritmi su tutti) esprimeranno il meglio.

Nb: L’articolo finisce qui, come vi sarete accorti non ho scritto (o quasi di musica), perché in tutta questa storia è secondaria. I dischi citati sono reliquie da collezionisti (e sul mercato hanno valutazioni inaccessibili), ma qualcosa è stata di recente ristampata. Pubblicata dalla edizioni Shake, il digipack contiene: il cd The Great Complotto; il video Brucia Tequila; un libro di 68 pagine con fotografie e testi dei vari gruppi della scena.
Vittorio Amodio
 

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