| AVANTI PO NOVEMBRE 09 | ||||
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Paramore – Ignorance
Un siluro irrompe nelle playlist di molte radio. Era da un bel po’ di tempo che non si sentiva un pezzo capace di entrarti in testa così in fretta, pur non essendo spiccatamente commerciale. Certo, i puristi del punk storceranno un po’ il naso, ma questa rubrica si chiama Avanti Pop ed è vissuta come una sorta di provocazione al contrario. Il quintetto guidato da una strabordante Hayley Williams si candida a diventare punto di riferimento non solo per gli amanti del rock: Timbaland, ovvero colui il quale è riuscito a garantire l’ottava vita a Madonna, ha già preannunciato un’imminente collaborazione. Un brutto periodo per i puristi, davvero. Pearl Jam – The fixer È il primo singolo del nono album (Backspacer) per la band di Seattle, che torna dopo 11 anni a collaborare con Brendan O’Brien. Ma questo ritorno al passato coincide con un insospettabile slancio verso il futuro. Eddie Vedder sembra vivere un momento di grazia, anche dal punto di vista dei testi, finalmente solari, forse come la stessa band, che ha probabilmente pagato l’eredità di “cugini dei Nirvana”, ma più come loro tara psicologica che nellla sostanza delle cose. Adesso sembrano liberi e liberati. Forse dobbiamo ringraziare Obama, citato dalla band come principale fonte d’ispirazione per Backspacer. Dopo il premio Nobel, un altro tributo, forse più pagano, sicuramente non meno nobile per chi ama la musica d’autore. Friendly Fires – Kiss of life Un singolo rimasto sciaguratamente in sordina per una band tenuta sciaguratamente in sordina. Difficilmente abbiamo sentito tanta sperimentazione in questi ultimi mesi un po’ grigi per la creatività musicale. Unire lo shoegazing e la psichedelia, le chitarre e le percussioni, può essere sintomo di bulimia artistica, o, al contrario, di grande controllo. In questo caso, sembra emergere il secondo aspetto, ovvero la consapevolezza di essere in grado di maneggiare diversi stili e registri senza fatica. In Inghilterra, sono arrivati al successo anche se hanno dovuto penare. In Italia saranno ignorati? Julian Casablancas – 11th dimension Ha già 31 anni, ma riesce ad apparire eternamente giovane. Ha già 8 anni di carriera, sin da subito di altissimo livello, ma riesce a far sembrare innovativo il suo esordio da solista. Non sposta di molto l’immaginario già creato dai suoi Strokes, ma i giornali musicali di tutto il mondo rincorrono l’intervista esclusiva, manco fosse un dio sceso in terra. É Julian Casablancas, figlio del creatore della più importante agenzia di moda del mondo. Un ragazzo a cui non è mai mancato niente nella vita, bellezza inclusa, ma che ha avuto l’indiscutibile merito di essere diverso da tutti gli altri. E ancora più interessante. Kasabian – Underdog Erano considerati gli eredi degli Oasis, che a loro volta erano considerati la copia sbiadita dei Beatles. Amatissimi sin da subito nella perfida Albione, sono chiamati ora a portare alta la bandiera del brit-pop in giro per il mondo. Una bandiera ai minimi storici in quanto a credibilità: i Gallagher si menano, i Blur giocano a nascondino, le chitarre hanno lasciato da tempo il posto alle voci femminili (soul, quando va bene; super-pop, negli altri casi), Pete Doherty si droga. Ora tocca a loro. Eterni gregari, “costretti” ad esplodere. E questa Underdog, a dirla tutta, lascia ben sperare. Dino Amenduni
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