| LA EMME MAIUSCOLA | ||||
|
|
È un dopopranzo infrasettimanale qualunque. Per strada ci sono macchine col tergicristalli acceso e pozzanghere che rischi di annegarci dentro. In casa non piove ma fa freddo uguale. Per assecondare la digestione salto con un agile e veloce gesto dalla ‘sedia del pranzo’ al ‘divano del tutteleore’. Parte lo zapping compulsivo e tra le centinaia di canali alla fine mi fermo sul più famoso canale musicale del pianeta dove c’è un programmino in diretta per adolescenti condotto dalla fidanzata di George Clooney (apparentemente sembrano parole messe a caso ma giuro che è vero). Total Request Live è uno dei programmi più fortunati di Mtv Italia. È all’undicesima edizione e conta quasi 2000 puntate. Peccato che secondo indiscrezioni sta per essere chiuso, o meglio ‘ridimensionato’, dopo che la crisi ha invaso anche i corridoi della direzione centrale dell’emittente. Ad inizio estate 2009 Mtv Italia ha licenziato 100 persone e per la prima volta ha dovuto affrontare uno sciopero dei dipendenti con tanto di striscioni e slogan. C’è crisi dappertutto, parafrasando Bugo.
Quando si mette in mezzo Mtv ci sono sempre diverse scuole di pensiero. Una la vuole come il primo vero contenitore musicale mediatico, che ha favorito la diffusione e la popolarità di molti artisti e sviluppato il modo di fare musica ‘in video’; dall’altra parte invece c’è chi sostiene che Mtv sia la morte dell’indie-pendenza e di tutto ciò che è sotto-cultura (si sa che le cose alternative hanno il trattino in mezzo). Certo la tv più amata/odiata dal mondo musicale è cambiata molto negli ultimi anni. Così per onor del confronto riesumo da un vecchio scaffale una VHS impolverata. È datata 1994. C’è registrato sopra uno speciale di Mtv sui Nirvana che qualche mese prima avevano pubblicato ‘In Utero’ e che poche settimane dopo avrebbero visto trapassare il loro leader. Il filmato è interamente in inglese visto che in quegli anni il segnale europeo era unico e tutta la programmazione e le classifiche e le pubblicità erano in inglese. I video di Cobain e soci sono inframmezzati da filmati di Pearl Jam, Depeche Mode, Stone Temple Pilots e tanta tanta pubblicità finché non esce anche Krist Novoselic che in un’intervista parla della difficile situazione in Bosnia all’epoca, e penso ‘diamine, questa è tv di qualità’. Le differenze tra il programma patinato e digitale del 2009 e la programmazione di 15 anni prima sono evidenti. Ma nel 1994 Mtv aveva già diversi anni di esperienza e di programmi di successo alle spalle. Il 1° agosto 1981 Mtv Music Television, canale televisivo statunitense di proprietà della holding Viacom, trasmette le sue prime immagini. Dopo un breve spot (l’allunaggio dell’Apollo 11 modificato con il logo dell’emittente), il primo video trasmesso fu Video Killed The Radio Star dei Buggles. Nel 1987 l’emittente sbarca sul vecchio continente e diventa Mtv Europe trasmettendo prima da Amsterdam e poi da Londra. Mtv arriva in Italia appoggiandosi a piccole emittenti locali per poche ore al giorno finché nel 1995 firma un accordo con Telepiù e trasmette così sulle frequenze del canale Telepiù 3 per 13 ore al giorno. Due anni dopo nasce ufficialmente Mtv Italia, il cui segnale sarà trasmesso sulle frequenze di ReteA. Il 1° settembre del 1997 viene organizzato il primo Mtv Day che lancia il canale tutto italiano della storica tv. Un sostanzioso cambiamento si ha nel 2001 quando Mtv Italia Srl viene rilevata dalla Telecom Italia Media che ha acquistato i canali TMC e TMC2 trasformandoli rispettivamente in La7 e Mtv. Questa è l’ultima vera trasformazione del canale musicale che in Italia diventa ormai tra i più seguiti dai giovani. Nel frattempo ReteA avvia la collaborazione con il canale tedesco Viva, cambiando nome in ReteA-All Music fino al 2004, restando però sempre un gradino indietro rispetto alla varietà che Mtv riesce a costruire sia a livello di programmi che di pubblico. L’offerta infatti cresce col passaggio al segnale satellitare. Nel 2003 nascono Mtv Brand New e Mtv Hits, due canali spin-off con una programmazione più mirata. Mtv è una televisione che è cresciuta molto, sia a livello economico che di influenza culturale sui giovani e certo oggi non potrebbe pubblicizzare le camicie di flanella di 15 anni fa perché è cambiato tutto, dalle persone alla musica, al modo di fare/vendere musica. Non entro nel calderone internet e prendo in considerazione solo le tv. Nel 2006 ad esempio nasce Qoob un canale molto più alternativo e meno commerciale rispetto ad Mtv. In realtà già nel 2005 si chiamava Yos e trasmetteva filmati underground, cortometraggi e videoclip indipendenti. Poi divenne Flux e infine Qoob. Ora Qoob è anche un canale visibile in streaming sul web e produce diversi contenuti video e non. Eppure anche Qoob nel suo essere ‘diverso’ è un prodotto della Mtv Italia Srl. E il cerchio si chiude. All’esterno del cerchio poi c’è da ricordare Rock Tv, nata nel 2001 ad opera di Adriano Galliani (si, il figlio del vicepresidente del Milan; no, lui i capelli ce li ha e pure lunghi, da metallaro) e che si occupa di generi come rock, metal e varianti avendo anche un discreto successo. Riuscire ad essere credibili in tv è difficile. Se poi un canale come All Music ti propina anche The Club (una specie di community per idioti che è diventata la parodia di se stessa) allora si che non ci si riprende più. Però la credibilità non sempre coincide con la qualità. Il punto sta nel fare ascolti e avere pubblico. Il pubblico porta sponsor. Gli sponsor finanziano i prodotti. La solita storiella della domanda e dell’offerta. La stessa storia di qualunque rivista con molta pubblicità dentro che viene subito tacciata di essersi ‘svenduta al business’. Del resto anche Mtv nei suoi inizi aveva molta pubblicità e passava anche spot di truzze compilation dance che poco avevano a che fare con lo spirito della buona musica. I media sono business ed è inutile che ci si convinca del contrario. La musica prima di Mtv e delle televisioni musicali non prestava molto spazio all’aspetto video. C’erano i booklet dei dischi, c’erano le scenografie dei concerti o i costumi di scena che si prestavano alla sperimentazione di nuove forme e nuovi modi di esprimere la creatività oltre al nastro registrato. Con lo sbarco in televisione la musica ha sviluppato nuove forme, sia di realizzazione di videoclip, che negli anni è diventata una scuola anche per registi di professione, che di merchandising. Così Mtv è cambiata come son cambiati gli strumenti per ascoltare musica. E non chiedetemi che ci faccio ancora con delle VHS ed un videoregistratore funzionante in casa. Marco Chiffi
|






