| ON THE ROCK 10/09 | ||||
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Non c’è cosa al mondo che mi affascini più della bellezza. Ed il massimo della bellezza la scopro nel mare.... ma questa mattina il risveglio è stato brusco. Si lo so... scrivere d’estate ad ottobre ha lo stesso effetto di un bicchiere di coca-cola a colazione, ma un po’ di speranza la nutrivo ancora... invece niente, stamani si è scatenato il diluvio. Se c’è una cosa al mondo che odio è la pioggia. Non mi resta che rifugiarmi in quello che considero l’espressione della bellezza numero due: la musica insieme allo charme femminile. Quindi un paio di segnalazioni da condividere con voi, per rompere il ghiaccio, dopo la pausa estiva: Kate Moss sul video dei White Stripes una struggente ballata resa ancora più straordinaria dal soft-strip, ripreso rigorosamente in chiaro-scuro, dell’icona delle passerelle mondiali, ma non solo, visto che aveva già prestato la sua bellezza nei video di John Cash, Primal Scream, Marianne Faithfull... anzi proprio con i Primal Scream, in Some Velvet Morning ha anche cantato, come del resto aveva fatto al fianco del suo ex Pete Doherty (per il quale aveva anche scritto dei testi...). La seconda segnalazione è per il nuovo video degli Eels, That Look You Give That Guy protagonista Padma Lakshmi; la modella indiana nell’occasione meno strappamutande della collega, cena con Bobby Jr. e familiarizza con il suo cane. Anche in questo caso l’occhio della telecamera rigorosamente in bianco/nero.
Bene.... mi sento un po’ meglio.... l’estate sembra ancora più lontana, ma anche l’autunno ha il suo fascino... magari aiutati dall’ascolto del nuovo lavoro di John Fogerty, classe 1945 chitarra e voce degli storici Creedence Clearwater Revival. Pubblicato dopo lo splendido Revival (2007), questo nuovo disco raccoglie al meglio la passione per la tradizione musicale americana di Fogerty; due brani su tutti: Garden Party, gran brano di Ricky Nelson, già suonata con Don Henley e Timothy B. Schmit (vi dicono niente gli Eagles?) e When Will I Be Loved degli Everly Brothers, nella quale John duetta con “The Boss”. Per restare in tema fugace segnalazione per un “grande” vecchio: Willie Nelson, American Classic, inciso per la Blue Note, una manciata di classici della canzone americana. E se vi sentite orfani di Johnny Cash un rimedio, qualcosa in più di un palliativo però, e il nuovo lavoro del settantatreenne texano Kris Kristofferson. L’album si chiama Closer To The Bone. Struggente la dedica all’amico scomparso in Good Morning John. Di loro sicuramente (?) si scriverà anche in qualche altra parte del giornale io mi limito a citarlo: la nuova fatica dei Wilco conferma il loro stato di grazia. A proposito sold out il concerto del 14 novembre a Milano, ancora disponibile un numero limitato di biglietti per la data fiorentina del 13 novembre. Magari più spazio dedichiamo ai cugini minori: Son Volt, American Central Dust è il loro esordio per la Rounder. Grandioso il violino in evidenza e la voce di Farrar. Bella sorpresa invece il ritorno su disco di Holly Williams dopo l’incidente stradale che l’ha costretta per lunghi cinque anni a stare lontana dalla scena. Here with me mostra come la giovane sia figlia di quel pop-rock che hanno reso celebri Jackson Browne e Joni Mithcell. Certo il cognome ingombrante che porta ( suo padre è Hank Williams, Jr. e naturalmente suo fratello è Hank Williams III) la tiene costantemente sotto i riflettori della critica americana, ma lei non si lascia di certo intimidire e non cede alle lusinghe di chi la vorrebbe interprete di country song tradizionali. Altra voce di grande impatto è quella della giovanissima Angela Easterling, che dopo l’album di debutto del 2007, pubblica questo Blacktop Road ottimo esempio di roots music. Ora magari di me potete non fidarvi da leggete cosa dice di lei Roger McGuinn (fondatore di The Byrds): “Angela Easterling è una stella luminosa che brilla sul nella alt.music americana! Mi ha portato indietro nel tempo quando registravo con i Byrds”. Infine vi segnalo un’iniziativa molto interessante di Beck. Una nuova area del suo sito deve necessariamente finire tra i vostri preferiti. Si tratta del progetto denominato Record Club nel quale il musicista californiano renderà disponibili delle canzoni registrate con i suoi amici più intimi. L’idea è di ri-registrare un disco celebre in un solo giorno e poi metterlo a disposizione sul sito un brano alla settimana. Dopo il primo album, The Velvet Underground and Nico (e qui siamo già al massimo) ora è la volta di Songs of Leonard Cohen. Sia in questa registrazione che in quella precedente collaboratore fisso è Devendra Banhart. Inutile dirvi che si tratta di splendide, anche se grezze, interpretazioni. Per ringraziarmi della segnalazione potete inviare una donazione a Coolclub. Vittorio Amodio
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