SENZA LE MANDORLE
Scritto da Francesco Cortonesi    Lunedì 27 Luglio 2009 11:06    PDF Stampa E-mail
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A Valentina
Stella coraggiosa che non si farà mai più oscurare


Appena entrata in casa i bambini erano corsi a salutarla. Anna li aveva baciati entrambi sulla fronte e poi aveva chiesto a Jenny, che nel frattempo stava cercando le chiavi della macchina nelle tasche del cappotto, come si erano comportati.
Benissimo, aveva detto la baby sitter, hanno fatto i compiti, e poi abbiamo guardato la tv.  
Le due donne avevano parlato un po', mentre i piccoli erano tornati subito al piano di sopra a giocare.
Anna aveva convinto Jenny ad accettare un caffè e così la conversazione si era protratta ancora per una manciata di minuti, poi si erano salutate e si erano date appuntamento per il giorno seguente alla stessa ora.
Anna era rimasta sulla soglia della porta fino a quando Jenny non era uscita dal vialetto del giardino, poi era andata in cucina a preparare i biscotti.

Le mandorle.
Quando poco dopo aveva tirato fuori la teglia dal forno, non aveva resistito alla tentazione di assaggiare i biscotti per sapere come le erano venuti.
Solo allora si era accorta che mancavano le mandorle.

Come aveva potuto dimenticare le mandorle nei biscotti?
ùEppure si era scordata di metterci le mandorle.

Accidenti, aveva persino cresciuto i suoi due figli con quei biscotti e ogni tanto non le dispiaceva immaginarseli fra vent'anni, in un pomeriggio di mezzo inverno, mentre, con le mani bianche di farina e un sacchetto di mandorle sul tavolo, fischiettavano un motivetto natalizio aspettando che il forno fosse caldo e che la mogliettina, magari in dolce attesa, tornasse a casa dal lavoro.
Sorrise.

Certo i maschi più difficilmente si lasciano affascinare dalla cucina quando sono piccoli e i suoi due cuccioli per il momento non ne volevano sapere, ma con il passare del tempo magari le cose sarebbero cambiate.

Non era forse vero del resto che i più grandi cuochi del mondo erano uomini?

Stava divagando.
Tornando al punto, invece, come aveva fatto a dimenticarsi le mandorle?
Eppure era sicura di averle comprate; si ricordava benissimo di essere andata al supermercato e di averle prese prima dei pomodori e delle arance.
Si ricordava benissimo di essere tornata a casa, di aver parlato con la baby sitter, di aver acceso il forno e di aver preparato l'impasto.
Ma poi?
Comunque era sicura: le mandorle c'erano.
Invece, nei biscotti che aveva tirato fuori dal forno, di mandorle neppure l'ombra.
In effetti, in cucina, si era messa a pensare a tutte le cose che doveva ancora fare prima che fosse ora di cena e che Marco tornasse dall'ufficio.
Quindi forse le era sembrato di averci messo le mandorle.
Le era sembrato soltanto.

Più ci pensava e più l'ultima mezz'ora le appariva come avvolta in una grigia coperta di trina dalle maglie fittissime, che non le permetteva bene di ripercorrere tutto quello che aveva fatto per filo e per segno.

Accidenti, aveva solo quarant'anni, non era possibile soffrire già di quegli improvvisi buchi di memoria. Forse si era un po' troppo stressata al lavoro negli ultimi giorni e, per quel che ne sapeva, lo stress aveva anche queste conseguenze.
Doveva prendersi un po' di riposo.
Se lo meritava.
Dopotutto erano passati quasi tre anni dalla sua ultima vacanza ed era giunto il momento di fare una pausa.

Ne avrebbe parlato con Marco quella sera stessa, a tavola, e questa volta non avrebbe sentito ragioni di sorta, era giunta l'ora di farsi un bel viaggio.  
Riguardo ai biscotti invece, pazienza, i ragazzi li avrebbero mangiati senza le mandorle.

Non era la morte di nessuno in fondo.

Ci mise una pietra sopra, uscì dalla cucina e chiamò i suoi due diavoletti.
Ma dal piano di sopra non rispose nessuno.
Erano in camera a giocare e forse non l'avevano sentita, perciò li chiamò nuovamente, aspettandosi di vederli scendere di corsa come facevano ogni volta che scattava l'ora della merenda.
Ma i bambini non scesero.

Eppure dovevano averla sentita per forza.

Li chiamò ancora.

Ma la casa rimase silenziosa.  
Preoccupata, decise allora di salire e andare a vedere, senza ancora sapere perché si era scordata le mandorle.

Una volta in cima alle scale, non le restò altro che mettersi ad urlare.
 

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