| GRANDE UOMO CON UN BUCO IN TESTA | ||||
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Ti svegli alle quattro del mattino, assediata da una lista interminabile di cose da fare.
Lui è nella vasca da bagno: grande uomo al culmine di una brillante carriera, l'occhio onniveggente tatuato sull'avambraccio sinistro, migliaia di chilometri lontano dal suo ufficio antiquato, ingombro di carte e schedari. Ti svegli e non riesci a fare a meno di domandarti quando, nel corso delle ultime settimane, uno dei microscopici e complicati ingranaggi che fanno girare la tua vita schifa, abbia cominciato a perdere colpi. Non è stato venerdì 17, mentre uscivi dalla doccia abbronzante e un burino rifatto dalla testa ai piedi ha provato a strofinarsi il pacco sul tuo fondoschiena. Non è stato lunedì 20, quando hai scoperto che la tua carta di credito era stata clonata. Non è stato sabato 25, quando lui ti ha augurato buon compleanno mettendoti su un aereo per Key West, Florida. Ora sei qui. Una ragazza come te non avrebbe mai voluto essere da nessun'altra parte, almeno fino a ieri sera. Ogni volta che il cuore comincia a battere più forte, in armonia con quel curioso formicolìo al pancino, le ragazze come te pensano e agiscono in fretta. È successo quando gli hai detto di amarlo. La parola "Amore", così poco innocente a dispetto delle apparenze, può mettere in serie difficoltà perfino una persona dotata di un carisma non comune. «Non capisco», ha detto. La verità è che il grande uomo non era per niente disposto a capire. Il fraintendimento è tra i presupposti essenziali del suo lavoro: con la giusta concatenazione di equivoci, con le menzogne dette al momento giusto, esercitando una sorridente e garbata stregoneria da latrina, è possibile modificare il destino di un'intera nazione. Si chiama macchina del consenso. Si chiama capacità innata di distribuire gesti, parole, discorsi; di innestare tormenti e fobie, di strumentalizzare la speranza, se necessario. Nel suo ambiente, il grande uomo è conosciuto come Il Suggeritore, ma sarebbe più corretto definirlo uno sceneggiatore di trame spettacolari. Lui, ex militare, figlio di povera gente del Po: madre mondina, padre alcolista strozzato dai debiti di gioco. Lui, cresciuto con baionetta e pistola, pronto ad imbarcarsi per la prossima missione di alta chirurgia strategica nelle zone più calde del pianeta. Lui, cinquantanove anni, depositario di un ingombrante bagaglio di segreti di stato simile a una discarica di scorie nucleari. «Mi vuoi?», ha chiesto. «Posso offrirti ancora due giorni insieme in questo paradiso, poi chissà...» Gli occhi grigi, accesi da un breve lampo d'ilarità amplificata dal vino e dal sesso appena consumato. «Ho già un'amante» ha detto mentre giocava distrattamente con una ciocca dei tuoi capelli. «Posso farti sparire quando voglio, piccola mia.» La sua mano tra le tue gambe divaricate: sempre più in alto, scivolando con misurata delicatezza sulla pelle ricoperta da un sottile velo di sudore. È stato allora che, fra le lacrime che cominciavano a scorrere, hai pensato alla sua pistola. «Dormici sopra e non rovinare tutto proprio sul più bello, puttanella.», ha mormorato con finta amarezza. Il grande uomo si è alzato dal letto, ha infilato i piedi nelle ciabatte ed è andato in bagno lasciando la porta socchiusa. Hai sentito l'acqua scorrere nella vasca. Ti sei tirata su, hai cercato la pistola nella sua valigia: Walther PP calibro 7,65 mm, otto colpi, tipologia arma corta. Un cuscino per attutire il rumore dello sparo: se l'hai visto al cinema, funziona anche nella realtà. Hai fatto un bel respiro, hai contato fino a dieci. Le ragazze come te pensano e agiscono in fretta, poi ci dormono su. Sono le quattro e venti del mattino a Key West: risate di gabbiani dalla finestra aperta, mentre il grande uomo al culmine di una brillante carriera giace nella vasca con un bel buco proprio al centro della sua testa di cazzo.
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