| NUMERO 74 | ||||
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Partiamo da un concetto banale: la vita è fatta di scelte. Ma alla fine è proprio per questo, che la vita non può essere banale.
Piccole difficoltà in cui inciampi ogni giorno per passare al quadro successivo, o per finire in un inevitabile GAME OVER. Pensa alla storia tra un 20enne e una donna sposata. Lui si chiama Fabio, è piccolo. È piccolo perché te ne accorgi dai suoi movimenti, si trascina dietro ancora un po' di quell'adolescenza, che comunque per un uomo è difficile scollarsi di dosso, ma un 20nne ce l'ha ancora incastrata tra i pori. Lei è Anna, un nome semplice è disinvolto, normale, come una donna di 35 anni tendenzialmente cerca di essere. Un marito normale, una casa normale, un lavoro normale. Quella normalità, che dopo un po' ti annoia, perché hai quello che volevi, perché fino a ieri desideravi, poi hai avuto e adesso provi noia. Questo è il meccanismo che fa scattare quella serie di cazzate che poi un giorno ti pentirai di aver fatto. Il quadro a questo punto penso che sia abbastanza facile e per l'appunto banale. Tutti abbiamo ben capito come questa storia andrà a concludersi. Ma saranno le scelte a renderla dinamica. Anna è avvocato di un importante studio legale, Luca fa le fotocopie, studia informatica. Pausa caffè, di una giornata in cui lei è un po'giù, è sola, nella stanza semibuia, pensa, o forse semplicemente aspetta. Lui entra, si siede, sorseggia il caffè, vaga con lo sguardo di chi si sente di troppo, sorride. In quel sorriso lei percepisce la necessità di farne parte. Una parola, poi due, seguono frasi. Quel sublime raccontarsi a chi non sa di te, da un lato. Quell'inspiegabile necessità di dissetarsi di una voce nuova e di tutti i contenuti che trasporta, dall'altro lato. Dopo un po' le parole non sono più abbastanza. C'è voglia di partecipazione, contatto. Due mani, toccandosi possono comunicare più di due bocche che emettono suoni. Sono passati giorni, settimane."che sapore ha la tua pelle?". È crollata ogni barriera. I sorrisi, le frasi, i racconti, non esistono più. Ora, c'è la pelle, il sudore. Lei inarca la schiena, respira veloce, ha i capelli sul viso, sulle spalle nude e umide. Lei, sa, è passionale, aggressiva, ha quello di cui aveva bisogno. Lui è dolce, non sapeva, si fa trasportare, usa i sensi come un bambino si improvvisa nella scoperta del mondo che lo circonda. Si parla sempre meno, la novità, l'avventura, perde il suo fascino nel tempo, torna noia. GAME OVER. Luca non capisce, ma si sa, continuerà a studiare, avrà un'altra ragazza e tutte le conoscenze per soddisfarla al meglio. Anna, tornerà alla sua vita da avvocato, moglie, donna normale. Luca, si laureerà, troverà lavoro e si sposerà. Anna assumerà un nuovo ragazzo delle fotocopie. O forse no. Luca sarà distrutto dall'abbandono, si sentirà usato. Anna cercherà di tenerlo a bada, inizierà ad assumere psicofarmaci. Luca incontrerà il marito di Anna, cercando di allontanarlo da lei, non ci riuscirà, cercherà la soluzione in un bagno caldo in compagnia del phon. Anna verrà lasciata dal marito e passerà la sua vita tra la bottiglia di Vodka e lo Zoloft. O beh, forse, no. Scapperanno insieme, in qualche angolo di mondo. Anna scoprirà che la sua voglia di novità era una semplice necessità di amore. Saranno felici, avranno bambini. O forse ancora no. Forse, semplicemente, dovrei iniziare a far pagare a qualcun altro le mie bollette. Ora siamo al numero 72, sono il 74. l'ipotetico Luca torna a recuperare la sua bici e si allontana. La fantomatica Anna, urla al telefono mentre un altro le squilla nella borsa di Gucci. Sono in fila da ore. E quando mi annoio, invece di scoparmi il ragazzo delle fotocopie, preferisco inventarmi storie sulla gente che mi circonda. Non si sono degnati di uno sguardo, sono quasi delusa. Sullo schermino lampeggia il numero 74. dopo mi tocca andare in banca. Magari incontro Laura e Paolo!
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