Sinestesie
Scritto da Osvaldo Piliego    Lunedì 24 Luglio 2006 20:11    PDF Stampa E-mail
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altLo stretto legame che da sempre unisce musica e immagine viene chiamato sinestetico. Ne è la manifestazione più alta quella in cui i vari i sensi concorrono a creare un unica immagine. Il suono è tra gli stimolatori di sensi, il più potente. Immergersi nel suono, soprattutto se ad alto volume lo rende fisico, percepibile. Questo da sempre ha suggestionato i musicisti. Basti pensare al compositore Debussy che scrisse partiture per pianoforte chiamandole Images (immagini appunto). Per questo stesso motivo fu definito al tempo un impressionista, proprio come gli esponenti della corrente pittorica. Molto spesso la musica, al contrario, ha ispirato artisti visivi che hanno raffigurato la musica nei modi più svariati. Con l'avvento del supporto fisico capace di contenere la musica, il rapporto musica immagine si è stretto, è diventato funzionale. L'arte diventa così applicata, complementare alla musica, altre volte slegata, ma parte di un unico oggetto che è il disco. Nasce così un rapporto nuovo tra arte e musica. Un caso emblematico e curioso a tal riguardo è quello della copertina dell'album Go 2 degli Xtc (nella foto accanto) in cui al posto dell'immagine campeggia un testo in cui si spiega l'importanza di una copertina ai fini della vendita di un disco. Un altro caso, celeberrimo e forse tra i primi, di interazione tra musica e arte è quello tra i Velvet Underground e l'artista pop Andy Warhol. La famosa banana (in copertina) che campeggia sul disco è un simbolo come la stessa band diventa rappresentazione musicale dell'arte e delle istallazioni dell'artista. Da lì in poi, nel corso dei decenni, il contatto tra le due arti si infittisce e articola. Sempre rimanendo nell'ambito della pop art troviamo tracce di Keith Haring su un album di Malcom Mc Laren, ma anche copertine ad opera dell'italiano Mario Schifano.

Ciò che rimane di un'epoca che non abbiamo vissuto è certo e soprattutto la sua musica ma anche la sua iconografia. Il merito delle copertine, siano esse dipinti, fumetti, foto, ci offrono lo spunto per immaginare accompagnati dalle note, l'istante stesso in cui quel disco ha suonato per la prima volta.

Fenomeni come il glam, il punk molto devono alla loro raffigurazione, alle copertine che ne hanno immortalato l'essenza. Altre volte le copertine hanno invece immortalato l'icona promuovendola a mito. È in questa fase che la foto di moda incontra la musica regalandoci copertine bellissime.

Altre volte ancora l'immagine di copertina si slega in maniera violenta dalla musica, si pone quasi in contrasto con essa creando un codice che finisce per rappresentare un genere (penso ai Sonic Youth e a tutti i loro derivati). Si arriva all'illusione di sapere cosa conterrà un disco guadandone solo la copertina (inconfutabile quando si parla di metal), ma rimane, per fortuna, sempre un punto interrogativo, la possibilità che musica e copertine trovino una nuova strada.

Osvaldo Piliego

 

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