| Il buono, il brutto e il cattivo della musica | ||||
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Dopo cinque nomination e una serie infinita di grandi successi alle spalle il maestro Ennio Morricone il prossimo 25 febbraio riceverà un prestigioso Oscar. Nessun film in concorso, nessuna novità nelle sale da promuovere, solo una carriera incredibile da celebrare come era già accaduto a Federico Fellini e Michelangelo Antonioni, Sophia Loren e Dino De Laurentis. I numeri della carriera del settantottenne trombettista e direttore d'orchestra romano sono impressionanti: più di 400 colonne sonore (tra film e fiction televisive), circa 100 composizioni di musica classica, numerose canzoni. Diplomato presso il Conservatorio di Santa Cecilia, Morricone arriva alla musica per film quasi per una esigenza più che per caso. "Il continuo storcere il naso dei critici musicali sulla musica del cinema è fuori luogo", sottolineò il maestro due anni fa quando per la prima volta si esibì a Lecce. "Prima o poi dovranno scrivere di questa musica se vorranno scrivere della musica del Novecento e del nostro secolo. Le colonne sonore fanno parte del nostro costume, della nostra civiltà, dei nostri bisogni, di tutto quello che avviene oggi, anche dei nostri vizi, delle cose negative. E loro, i critici, dovranno fare i conti con questa musica". Morricone, che per "prepararsi" all'Oscar si è esibito ad inizio febbraio in un paio di concerti negli Stati Uniti, ha sottolineato anche che alla cerimonia di Los Angeles parlerà in italiano, tradotto dal figlio Giovanni. Il Maestro era stato nominato per I giorni del cielo, Mission, Gli Intoccabili di Brian De Palma e Bugsy. Nel 2000 era giunta l'ultima nomination per Malena di Giuseppe Tornatore, con il quale aveva già collaborato per Nuovo Cinema Paradiso. Il nome e la musica di Morricone sono però legati in maniera indissolubile agli "Spaghetti western" di Sergio Leone. Nel 1965 la prima esperienza con Per un pugno di dollari cui seguirono Il buono, il brutto, il cattivo, C'era una volta il West, Giù la testa. Intensa e bellissima anche la colonna sonora di C'era una volta in America, epopea sui gangster italo americani del regista romano. Il tema principale del film sarà interpretato nella serata delle stelle da Celin Dion. Un brano che rientra nel cd tributo We all love Ennio Morricone che ospita, tra gli altri, Bruce Springsteen, Roger Waters, Metallica, Quincy Jones e Andrea Bocelli. "L'Academy con questo premio vuole riconoscere non soltanto l'importante numero di colonne sonore composte da Morricone ma anche il fatto che molte di queste sono amatissimi e popolari capolavori", ha detto Sid Ganis, presidente della Academy of Motion Picture Arts and Sciences. Musiche così amate anche oltreoceano da provocare uno spiacevole errore. Una quindicina di anni fa un'enciclopedia statunitense scrisse infatti che Nicola Piovani era lo pseudonimo di Ennio Morricone. Un equivoco che si è protratto nel tempo, nonostante i moltissimi film firmati e le numerose rettifiche fatte (anche da Morricone). Nel 1998 Piovani però superò il maestro conquistando l'Oscar per La vita è bella di Roberto Benigni a coronamento di una carriera iniziata alla fine degli anni '60 e passata attraverso le collaborazioni con Fabrizio De Andrè e con alcuni tra i migliori registi e autori italiani come Silvano Agosti, Marco Bellocchio, i fratelli Taviani, Nanni Moretti, Mario Monicelli, Vincenzo Cerami e molti altri ancora. L'altro italiano premio Oscar per la sua musica è l'indimenticabile Nino Rota che ha reso memorabile Il Padrino di Francis Ford Coppola e ha accompagnato con le sue melodie alcuni dei film italiani più apprezzati nel mondo. Il suo nome è legato al genio di Federico Fellini. Rota "commenta" infatti le immagini di Lo sceicco bianco, Prova d'orchestra, La strada, La dolce vita, Otto e mezzo, Amarcord.
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