Dancing Queen Vs God save the Queen
Scritto da Osvaldo Piliego    Martedì 24 Luglio 2007 19:27    PDF Stampa E-mail
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Assioma musicale legato al 1977 è senza dubbio il Punk. Niente di più sbagliato, o meglio, limitato. Il '77 è solo un'espressione, anche tardiva, del punk (le sue origini vanno cercate molti anni prima negli Stati Uniti); sicuramente una serie di fattori, soprattutto mediatici, lo hanno indissolubilmente legato alla figura dei Sex Pistols. Il '77 è un anno in cui la musica sembra di fronte ad una scelta. Sarà perché nel '77 muore Elvis Presley, e con lui simbolicamente svanisce un certo modo di intendere la musica e il rock, sarà perché il clima sociale suscita nei giovani reazioni diverse e contrastanti, sarà perché si verifica una sorta di regressione ideologica o un indirizzarsi su altri argomenti. In un periodo di profonda rinascita per la musica, accanto al nichilismo tipico del punk, si fanno avanti ed emergono altri suoni, segno di un sentire diverso un determinato e delicato momento storico. Il boom economico degli anni '60 ha lasciato il posto a un momento di grande depressione, e non solo economica. Questo provoca una caduta dei sogni e degli ideali del decennio precedente e apre le porte a un mondo musicale che rifiuta l'estetica del passato per cercarne una nuova e più diretta. Si regredisce così a forme più primitive del rock (vedi il punk) o ancora si cerca una strada che sia emotivamente specchio di una depressione generazionale diffusa: la "blank generation", una generazione vuota. E poi i primi germi della new wave, il reggae, la disco music e tanto altro.

Ecco che accanto al fondamentale Never Mind The Bollocks, ovviamente dei Sex Pistols, l'anno ci regala una serie di pietre miliari che non si possono dimenticare. Il '77 è l'anno di un disco che meglio di tutti dipinge un altro modo di concepire il rock, un disco che ha fatto tesoro dell'insegnamento dei Velvet Undergound affiancando alla musica suonata una sua accezione più alta e artistica. Il disco è Marquee Moon dei Television. Il leader della band Tom Verlaine è la reincarnazione (e il nome d'arte ne è la prova) di una poetica decadente urbana (perfetta rappresentazione della "blank generation"). Dentro questo disco c'è il punk, ma anche il blues, il free jazz, il folk. È musica nervosa, ipnotica, desolante che tanto rappresentava il lato oscuro di quegli anni e molto anticipava di quello che avrebbero alcuni gruppi della new wave dopo.

Un disco fuori per certi versi dai canoni musicali che lo circondavamo ma intriso dei sentimenti del periodo. Accanto a loro David Byrne e i Talking Heads pubblicavano 77 che contiene l'inno generazionale Psycho Killer.

Nel frattempo a Berlino David Bowie, smessi i panni glam, affiancato da Brian Eno è alla scoperta di nuove frontiere, del futuro. il suo Heroes è stravolgente per i tempi, è suggestionato e allo stesso tempo suggestiona il krautrock. L'elettronica disumanizza la musica e diventa messaggio quasi un monito alla perdita di personalità, alla sopraffazione della tecnologia sull'uomo. Sempre del 1977 è Trans Europe express dei tedeschi Kraftwerk padri di questo percorso intrapreso anche dal "nuovo" Bowie. Un viaggio in cui l'uomo quasi scompare per diventare macchina, industria, in cui la melodia si affianca all'ossessione del ritmo e della velocità. Algidi e sovversivi padri del ritmo melodico e della melodia meccanica. Un altro disco che in modo diverso dipinge quest'anno è sicuramente Animals dei Pink Floyd ispirato da Orwell (La fattoria degli animali), un disco critico, cattivo, paranoico, che segna il passaggio prima dell'arrivo al grande The Wall.

Tutt'altro messaggio veniva dalla Giamaica e da colui che, in pochissimo tempo, divenne la voce di un popolo, del suo riscatto.

Parliamo di Bob Marley, l'uomo che portò il reggae al successo planetario e di Exodus disco che contiene brani come Jammin' e One Love/People get ready. Accanto alla rabbia, al decadentismo, all'alienazione e all'impegno un altro sentimento animava quel sentimento: il disimpegno. Mentre i Sex Pistols attentavano e oltraggiavano l'immagine della regina d'inghilterra in God save the Queen gli Abba la facevano ballare in Dancing Queen. Il gruppo svedese pubblicava The Album in cui svettava la bellissima Take a chance on me.

Mentre la disco music invadeva le classifiche nelle sale usciva La febbre del sabato seracon il quasi sconosciuto John Travolta e le musiche dei Bee Gees. La disco music era la via di fuga per chi voleva dimenticarsi delle proprie origini, di tutto quello che lo circondava e immergersi in un mondo fatto di glitter, fashion, danza, sesso.

Solo pochi esempi, uno sguardo più ampio a un anno bellissimo in cui usciva il primo disco solista di Iggy Pop, si formavano i Police, i Ramones pubblicavano due dischi, Ian Curtis entrava a far parte dei Joy Division, in cui ancora non ero nato e ancora oggi mi pento di non aver avuto vent'anni.

Osvaldo Piliego

 

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