Punk art attack
Scritto da Giuseppe Scarciglia    Martedì 24 Luglio 2007 19:25    PDF Stampa E-mail
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Il 1977 è stato per le arti visive una specie di spartiacque tra tutte le correnti artistiche degli anni sessanta (pop art, new dada, arte concettuale ecc.) e quello che verrà nei primi ottanta (transavanguardia in Italia, neoespressionismo in Germania e graffitiamo negli Stati Uniti).

Intanto nel 1977 Andy Warhol accresceva il suo conto in banca ritraendo i grandi "porci" della Terra con i suoi Vanity Portraits. Negli States imperava l'arte iperrealista (o fotorealistica) con artisti del calibro di Chuck Close e Duane Hanson. A Firenze in questi anni sorgeva Art/Tapes/22, diretto da Maria Gloria Bicocchi, dove lavorò dal '74 al '76 una figura come Bill Viola. In Europa come in Italia si sentivano gli ultimi vagiti della Body Art e della poesia visiva.

Proprio su queste due correnti sii focalizza l'estetica Punk inglese. Da una parte parti del corpo trafitte da piercing e spille da balia, care a performer della body art come Sterlarc, a i collage-decollage molto usate nella grafica punk di Jamie Reid, una riproposizione dei "Merz Collage" di Kurt Schwitters.

"Repulsione" era la risposta all'ambiente sociale inglese dei lavori grafici di Jamie Reid dei Sex Pistols. Il disegno più potente che mostrava meglio la sua inquietudine fu realizzato durante le celebrazioni del Giubileo nel 1977, ed era una fotografia della Regina deturpata da una scritta realizzata con lettere ritagliate ed una spilla da balia che le trapassava il labbro riprodotte su poster e sulla copertina del 45 giri dei Sex Pistols God Save the Queen. Utilizzando lo stile agitprop che aveva perfezionato negli anni precedenti, Reid parlava per e a una generazione che aveva fatto del singolo dei Sex Pistols il più venduto nella settimana del Giubileo.

La censura delle radio fece scoprire che c'era un'altra Britannia, la cui esistenza veniva formalmente riconosciuta. La copertina era più un grido che un quadro: poteva essere molto grezza (certamente Artwork violento?), questa riutilizzazione di un prodotto già esistente che poteva essere presa come un modello di ispirazione. Lo era perché rappresentava un messaggio diretto a tanta gente che per anni è stata costretta al silenzio quando tutti volevano soltanto urlare. Il Punk è stato preso seriamente quando gli uomini del marketing e dei mass-media hanno fiutato l'affare musicale, vista la sua grande forza di identificazione, ma Jamie rimaneva continuamente ai margini e in guerra con l'industria discografica. Provocando sconcerto nelle case, nelle scuole e nelle città, l'immagine Punk è esplosa su mille giubbotti di cuoio in migliaia di città diverse, e ha cominciato a divenire uno stile di vita. Ha dimostrato la potenza del disegno dei grafici all'industria della musica e ha aperto la porta a una generazione nuova di disegnatori britannici, i cui scopi erano diversi da Jamie. Hanno usato la libertà creativa dell'industria musicale come una vetrina di lavori emotivamente forti, non mutilati da compromessi sociali. La loro influenza si è diffusa dalla musica alla moda, dai mass-madia fino a condizionare il consumatore. Politicamente, il punk è stato un singhiozzo rivoluzionario nel clima reazionario inglese. Nel periodo in cui il Punk passava attraverso lo spettro del marketing dalla A alla Z nuovo, Jamie è rimasto a distanza dal mondo commerciale, solamente una breve apparizione con un suo manifesto dal titolo Lettera a Brezhnev, collaborando con Frank e Margi Clarke. Negli anni 70 il veicolo erano i Sex pistols e Jamie poteva nascondersi dietro ai suoi disegni. Ma lo slogan che ha concepito per un poster "Ognuno può essere i Sex Pistols" ha anche voluto dire per lui che il prossimo lavoro era più di un affermazione delle sue ispirazioni (da Up the Rise, catalogo della mostra di J. Reid).

Giuseppe Scarciglia

 

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