| I galantuomini di Edoardo Winspeare | ||||
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È difficile parlare dei film senza aver visto immagini o letto la sceneggiatura. Ci si fida delle parole dei protagonisti, del regista, degli autori. E anche per loro è difficile raccontare ciò che ancora non è stato girato ma è stato solo pensato e immaginato. La parola scritta è una cosa, il rendere tutto l'inchiostro in immagini e suoni, fotografia e sensazioni è opera complessa. In questi ultimi anni il Salento si è trasformato in una ambita meta di turismo: mare, sole, vento, muretti a secco, notte della taranta, pizzica, caldo e afa. Ma questa terra deve fare i conti con il suo passato, con i difficili anni dei morti ammazzati per strada, delle sparatorie in pieno centro, dei comuni commissariati per la collusione con la malavita, dei maxiprocessi, della droga, degli sbarchi dei clandestini. E non è un caso che i due registi più rappresentativi di questa terra, Davide Barletti dei Fluid Video Crew ed Edoardo Winspeare, abbiamo deciso di raccontare storie d'amore che abbiamo come sfondo questi anni. A settembre tra il Salento e l'altra sponda dell'Adriatico prenderanno il via le riprese de I Galantuomini scritto da Winspeare con Andrea Piva (fratello del regista Alessandro e coautore delle sue pellicole) e con il salentino Alessandro Valenti (già interprete di Sangue Vivo e regista di numerosi cortometraggi). Dopo l'ambientazione tarantina de Il Miracolo, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, Winspeare torna a girare nella provincia di Lecce, come per Sangue Vivo e Pizzicata. "Raccontiamo una storia d'amore fra un magistrato, figlio di un'ottima famiglia leccese, di quelle con il palazzo sul corso, e una ragazza figlia di contadini che erano cresciuti insieme. Si ritrovano dopo molti anni. Lui è un uomo di legge, lei nel frattempo è diventata una criminale e ha sposato un affiliato della Sacra Corona Unita". La storia si dipana tra i primi anni '70, quando i due protagonisti sono dei ragazzi, e gli anni '90 quando si reincontrano. "Abbiamo volutamente saltato gli anni '80. In questo salto tra i decenni abbiamo cercato di raccontare la perdita dell'innocenza di questa terra; non che tutto fosse idilliaco, ma la nascita della sacra corona unita è un po' la metafora della perdita dell'innocenza. È un film sulla legge morale: è lecito innamorarsi di una donna che ha deciso di stare dalla parte del male?". Il racconto è ancorato alla realtà ma è di pura finzione. "La realtà a volte è molto più incredibile della nostra creatività. Ci siamo documentati molto, ci siamo confortati con giornalisti e forze dell'ordine con i magistrati Cataldo Motta, Leonardo Leone De Castris e Alberto Maritati". Da questa ricostruzione esce fuori una Sacra Corona Unita molto diversa dalla Mafia. "La Scu poggia su un terreno poco fertile. Da queste parti non c'è una mentalità mafiosa. Nonostante quanto è accaduto le nostre comunità sono ancora integre, ci sono solidarietà, rispetto. È una criminalità organizzata che si è macchiata di reati efferati ma dove, ad esempio, non c'erano le grandi famiglie che volevano gestire il potere in maniera piramidale". Da una parte la malavita e una ragazza, moglie di un picciotto ammazzato, che nonostante provenga da una famiglia di lavoratori si lascia corrompere dal crimine, e dall'altra invece la borghesia leccese, quella Lecce bene dei notabili e dell'avvocatura. Il protagonista Ignazio De Rao, figlio di Oronzo e Irene (e anche qui è tutto un programma), sarà intepretrato da Fabrizio Gifuni, una delle realtà più interessanti del cinema italiano. "Nel Salento sono davvero a mio agio anche perché per metà la mia famiglia è pugliese, precisamente di Lucera in provincia di Foggia. Credo che questa terra, al di là del boom degli ultimi anni sia una terra straordinaria, variegata e ricca di storia, cosa che mi rende molto più facile stabilire un contatto con un salentino piuttosto che ad esempio con un siciliano. Purtroppo per il mestiere che faccio mi riesce sempre difficile venire qui al di fuori del periodo vacanziero perchè il teatro, spesso e volentieri e per ragioni che io ignoro stenta a varcare la soglia di Napoli. In ogni caso ho avuto modo di venire a Lecce e recitare ai Cantieri Koreja che ritengo una delle realtà più interessanti e dinamiche del panorama italiano". E adesso questo film con Winspeare. "Era parecchio che non leggevo un copione così coinvolgente e non ho esitato ad accettare la proposta. Inoltre c'è un'aria che mi pone in sintonia col personaggio, forse perché oltre alle mie origini pugliesi anche nella mia famiglia c'è una lunga tradizione di giuristi". La protagonista femminile sarà invece Donatella Finocchiaro, già interprete di Perduto Amor di Franco Battiato, Il regista di Matrimoni di Marco Bellocchio e Angela di Roberta Torre. Nel cast, conferma il regista, ci saranno anche numerosi attori salentini.
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