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Vi sono sette entità preposte ad altrettanti aspetti dell'esistenza umana: Destino, Morte (Death), Sogno (Dream), Distruzione, Desiderio, Disperazione e Delirio, l'ultimogenita di quest'inconsueta famiglia, gli Eterni. Essi non sono divinità ma concetti incarnati, sorti assieme alle creature viventi all'alba dei tempi e che al loro termine svaniranno. Il terzogenito Sogno ha trascorso tutto il ventesimo secolo imprigionato nelle segrete d'un maniero inglese, a causa della follia d'un massone che ha pasticciato con oscuri riti. Alla morte di questo, Morfeo (uno dei suoi innumerevoli nomi) è nuovamente libero, tuttavia il regno dei sognatori, dalle dorate sabbie, giace in rovina, devastato dall'assenza del suo monarca e molti altri inquietanti eventi sono accaduti nel mondo degli uomini durante tale periodo. The Sandman, la più prestigiosa delle testate pubblicate dalla Vertigo (la linea editoriale adulta della D.C. Comics), si apre con la ritrovata libertà dell'emaciato Sogno e con il suo tentativo di ristabilire l'equilibrio infranto dalla sua prigionia; Morfeo è metodico e del tutto ligio alle proprie responsabilità poiché egli è il suo lavoro, letteralmente. Egli è il signore delle storie, in quanto cosa sono i sogni se non frammenti ancestrali della "grande narrazione condivisa"? E Morfeo ne è l'ispirato custode, affetto da una tale abnegazione al proprio ruolo da essere, apparentemente, il meno umano trai suoi fratelli e sorelle, assieme a Destino, saccente e polveroso incappucciato, che vaga cieco ed indifferente nelle vie del proprio giardino, incatenato al libro degli eventi. Sono molto più vicini alle mediocrità ed alle virtù umane, l'androgino Desiderio, dallo sguardo e dal sorriso affilati come voluttuose lame; egli/ella è tutto ciò che ogni essere umano brama e la sua mancanza sprofonda nel nebuloso reame della sua deforme gemella Disperazione, che osserva da infinite finestre le amenità delle nostre vite. Delirio, al contrario, non ha alcun sentore delle altrui sofferenze: simile ad una "punkabbestia" dai capelli colorati, la più piccola degli Eterni ha un occhio verde ed uno blu nel quale sguazzano pesciolini argentei, simboli della sua follia. Un tempo era Delizia ma poi gli uomini furono cacciati dall'Eden e venne l'ora del cambiamento che li portò tra le braccia di Death; incapace di accettare ciò, ella impazzì divenendo Delirio. Mentre Distruzione con l'avvento della Rivoluzione industriale, resosi conto che gli uomini non avevano bisogno del suo lavoro, se n'è andato lasciando le proprie mansioni per tentare la carriera creativa (!) come un semplice mortale, nascondendosi dalla sua ingombrante famiglia. Attraverso i dieci cicli che costituiscono la saga di The Sandman lo sceneggiatore Neal Gaiman ha tessuto un affresco nel quale il lettore è avvinto dalla bellezza dei personaggi sopra presentati e dalla straordinarietà di trame che lasciano il segno. Gaiman ci accompagna nel '600 elisabettiano, durante la prima rappresentazione di Sogno d'una notte di mezza estate inscenata da un intimorito Shakespeare di fronte ai veri Oberon e Titania ed all'intero popolo fatato, in procinto di abbandonare il nostro mondo perché gli umani non credono più in loro; nell'Africa dell'età del mito dove una splendida mortale osò rifiutare l'amore di Sogno, che la condannò a indicibili torture nell'inferno di Lucifero, dal quale andrà a riscattarla, dopo aver saggiato egli stesso una dura prigionia, trovandolo però vuoto; nella Grecia delle divinità dell'Olimpo, durante l'infausto matrimonio di Euridice ed Orfeo, figlio della musa Calliope e di Sogno, che segnerà il fato di quest'ultimo, profondamente. Gaiman stupisce con la sua smisurata conoscenza del Mito d'ogni luogo del pianeta, tuttavia questa è soltanto una delle qualità della sua prosa; attraverso la lettura di Sandman si ha quasi un'esperienza terapeutica dalla forte valenza catartica, da cui si esce riappacificati con noi stessi e con l'intero genere umano... Basta soltanto accennare alla figura di Death, la morte, così lontana dall'iconografia popolare: una ragazzina solare e dalla saggezza zen e dal look dark, che ha sempre una parola di conforto per coloro che deve "prendere" ed il cui film preferito è Mary Poppins! Sin dal suo esordio nell'episodio Il suono delle sue ali, nel quale riprende il fratello Morfeo (colpevole d'essere caduto in un'immotivata depressione), Death ha conquistato i lettori con la sua personalità risoluta e brillante (ella non ama gli inutili fronzoli di cui adorniamo le nostre vite, essendo fin troppo consapevole di quanto sia alto il costo di esse), divenendo una delle creazioni più riuscite dello sceneggiatore inglese. Potrei scrivere decine di pagine su The Sandman, fumetto che ha suggellato definitivamente il mio amore per tale medium, ma vi dirò soltanto ciò: Gaiman ha lo stesso dono di artisti come Lynch e Battiato, ovvero la capacità di conquistare qualsiasi tipologia di persona, al di là del suo background culturale grazie alle corde che tocca con la propria scrittura. Ancor oggi, a distanza di dieci anni dalla conclusione della sua lettura, quando m'addormento flebilmente prego d'incontrare Morfeo sulle spiagge dei lidi del Sogno.
Roberto Cesano
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