Venti anni senza Pazienza
Scritto da Roberto Cesano    Giovedì 24 Luglio 2008 17:36    PDF Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 1
ScarsoOttimo 

altVent’anni fa moriva nel caldo abbraccio di giugno Andrea Pazienza, l’unica rockstar del fumetto italiano. Crepax, Pratt, Manara sono astri indiscussi di un’arte troppo bistrattata nel Belpaese; artisti riveriti ed elogiati da critica, media e pubblico. Pazienza fu altro, la sua esperienza creativa e personale unica nel panorama non solo fumettistico italiano. Se ne accorse subito Hugo Pratt, quando, fortemente colpito da Le straordinarie avventure di Pentothal, opera prima di Paz, decise di pubblicarlo sulle pagine della rivista Alter Alter. Attraverso un tratto già originale e maturo, l’artista marchigiano ritraeva una sorta di versione distorta ed allucinata di se stesso nel clima forte e contraddittorio delle contestazioni universitarie del ’77 bolognese, senza censure o freni. Pazienza assurge al ruolo di profeta di una generazione irrequieta che vive una stagione di fervori politici e di estremismi. Egli la incarna pienamente, non nascondendo una vita privata colma d’eccessi ma anche d’una sottile e salvifica autoironia. Nel 1981 inizia a pubblicare le storie del sadico liceale Zanardi, inscenando e profetizzando il declino della società “italica”, alternando a tale ferocia l’umorismo gustoso delle vignette dedicate a Sandro Pertini, il più simpatico ed umano tra i Presidenti della Repubblica della storia della nostra nazione. È l’epoca del fermento; un’esplosione di creatività dalla quale sgorgano le strepitose riviste antologiche Cannibale, Frigidaire ed Il Male che tennero a battesimo autori come il Tonino Liberatore di Ranxerox e alle quali Pazienza diede il suo fondamentale apporto, in quello che fu un momento irripetibile per il fumetto italiano. Il fumettista è oggetto dell’attenzione di intellettuali come Pier Vittorio Tondelli che, come Paz, proveniva dall’esperienza del ’77 bolognese e che morirà pochi anni dopo di lui; di Fellini, per il quale disegnerà il manifesto del film La città delle donne. Intanto Paz fugge da Bologna, per ritrovarsi nella verde Montepulciano, tra le splendide campagne del senese. Apparentemente gli anni estremi dello sballo e della “rabbia giovanile” sembrano alle sue spalle, ed egli decide di rendere ad essi omaggio attraverso l’opera che è il suo testamento artistico: Gli ultimi giorni di Pompeo. Anch’essa, come tutta la sua produzione, brilla per la commovente, spiazzante sincerità nel raccontare un frammento dell’esistenza dell’autore. In Pompeo, Pazienza narra il delirio e il declino di un eroinomane all’ultimo stadio con toni elegiaci e struggenti. Fatalmente anch’egli morirà d’overdose nel 1988, lasciando angosciate le schiere di lettori ed estimatori che s’era conquistato nella manciata d’anni della sua folgorante carriera; Paz muore prematuramente come molte divinità del ventesimo secolo, nel pieno rispetto del mantra “Brucia tutto, muori giovane”, ma egli non fu mai divo se osò pensare a se stesso come un genio, simile com’era ai suoi scarmigliati, dinoccolati personaggi. Come spesso amava ripetere, “La pazienza ha un limite, Pazienza no”; mai epigrafe fu più azzeccata.

Roberto Cesano

 

Contatti

Soc. Coop. CoolClub a r.l.
Sede Legale: P.tta Montale 1
Sede Operativa: Piazza Baglivi 10
73100 Lecce
Tel/Fax: 0832303707
E-mail: redazione@coolclub.it
P.IVA: 03790750750
Testata iscritta al registro della stampa del tribunale di Lecce il 15.01.2004 al n. 844

Chi Siamo

La Cooperativa CoolClub nasce nel 2004 per dare stabilità, continuità e sostanza al lavoro svolto negli ultimi anni dall’omonima associazione culturale.Continua...


 

Social & RSS

Facebook CoolClub
Myspace CoolCLub
Editoriali
News