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L'America Latina di Birri
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Scritto da C. Michele Pierri
Giovedì 24 Luglio 2008 17:33 |
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Il talento visionario e surreale di Fernando Birri è al centro dell’edizione 2008 della Festa di Cinema del Reale. Nato in Argentina il 13 marzo 1925, Birri esordisce giovanissimo come poeta e pittore e nel 1950 si trasferisce a Roma dove frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia. Tornato in patria fonda l’Instituto de cinematografia de la Universidad de Litoral e getta le sue basi di raffinato teorico con la redazione del manifesto Per un cinema nazionale, realista, critico e popolare. Il documento, riconosciuto come il primo atto di una rivoluzione artistica sudamericana, gli frutterà anni dopo la definizione di “grande padre del nuovo cinema latinoamericano” da parte dello scrittore Gabriel García Márquez. Molto attenta al racconto di vite e storie degli “ultimi”, nell’ambito del festival la produzione del maestro di Santa Fe seguirà un percorso scandito da tre significativi passaggi. Il primo, Tire diè (Gettaci un soldo, 1961), in programma il 24 luglio alle ore 21.15, è un’inchiesta sociale, la prima del regista, che ha per scenario l’America Latina della povertà. In un sobborgo di Santa Fe, l’occhio dell’autore scorge semplici gesti quotidiani che diventano un modo per raccontare la vita di chi lotta per la sopravvivenza. Sempre il 24 luglio, alle ore 00.45, verrà proiettato Mi hijo el Che (Mio figlio il Che, 1985), intenso ritratto di uno dei rivoluzionari più famosi del mondo, visto attraverso gli occhi di suo padre, Ernesto Guevara Lynch. Una testimonianza commovente dalla voce chi lo conosceva davvero. Chiude la retrospettiva Los inundados (Gli inondati, 1962), suo primo film a soggetto in proiezione alle ore 20.45 del 25 luglio. Nella pellicola la storia tragicomica della famiglia Gaitan e delle sue vicissitudini a seguito delle cicliche inondazioni in una delle province settentrionali dell’Argentina. Girato con gli stessi alluvionati, il film usa la chiave della parodia per mostrare in maniera sensibile l’umanità variegata di chi vive ai margini.
C.Michele Pierri
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