| IN SALENTO VERITAS | ||||
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Tutto ciò chè esiste è salento.
Il salento è immanente e trascendente: è nelle cose, è al di là delle cose. Il salento è la verità, il grande salento il dogma. I confini del grande salento, partiti dal tacco del nostro stivale, ormai si estendono ovunque. Le province di Lecce, Brindisi, Taranto, la Puglia intera, il sud Italia, l'intera nazione. Anche oltre le alpi è tutto salento. L'Europa continentale sente la spinta dello scirocco: la Germania beve birra e mangia taralli, in Francia ci si rifugia all'ombra della Torre Eiffel a mangiare friselle, l'Inghilterra, si sa, è un avamposto della taranta. L'ultima missione spaziale della Nasa (National Aeronautics and Salento Administration) ha portato la prima frisa sulla luna. La tradizione affonda le sue radici nella mitologia, nella religione, nelle credenze popolari. Adamo ed Eva caddero in tentazione sotto un albero di fichi d'India, molto probabilmente dalle parti di Carmiano. Lo stesso Adamo coprì le sue vergogne proprio con una pala di fichi d'India, patendo per primo il dolore e la vergogna per il peccato originale. La scoperta del fuoco altro non è che la nascita della Focara di Novoli. L'età della pietra è senza dubbio l'età della pietra leccese: l'uomo scoprì fin da subito le sue superiori qualità, e grazie ad essa migliorò sensibilmente la sua qualità della vita. I riti tribali sono il vero avamposto della pizzica. Gli uomini primitivi si riunivano intorno al fuoco per suonare (ancora incoscientemente) ritmi tarantolati e mangiare pezzetti di cavallo. Potremmo continuare per ore: la storia della civiltà, in fondo, altro non è che il cammino della cultura salentina. Ma dalla tradizione e dalla storia passiamo all'innovazione. Il passato consegna nelle nostre mani un salento (grande salento, immenso salento, mondo salento) che è la vera alternativa al tutto. Questo lo hanno capito gli uomini e le donne che hanno scritto e che stanno scrivendo il nostro recente passato ed il nostro presente, soprattutto gli artisti, autentici lettori ed elaboratori delle epoche a venire. Ho avuto la fortuna di conoscere Jim Morrison a Patù negli anni settanta. Patù in quegli anni era la vera roccaforte del movimento hippie, i veri raduni fricchettoni dell'epoca, l'amore libero, gli stati alterati di coscienza, i movimenti pacifisti, tutto avveniva sulle splendide spiaggie di San Gregorio. Jim mi parlava di quanto fosse legato a questa terra, di quanto si sentisse ormai definitivamente un vero salentino. Durante una nottata afosa trascorsa a mangiare cozze e bere vino a Santa Maria di Leuca, mi confessò che in realtà quel "light my fire" era proprio l'energia trasmessa dalla focara, e di come lui entrasse in trance pensando al rito dell'accensione. Ovunque lui fosse, in qualunque angolo del mondo lo avessero spinto la sua musica e le sua poesia, lui portava sempre in se l'immagine degli scogli di Roca. La stessa Madonna, all'anagrafe Luisa Ciccone, originaria di Trepuzzi ed ormai residente fra New York, Los Angeles e Londra, preme da anni con le autorità locali per la costruzione di un aeroporto nella provincia di Lecce che le consenta di poter portare i suoi figli nella sua villetta a schiera a San Foca, situata come tutti sanno di fronte alla prima scaletta per scendere al mare (sul citofono c'è scritto true blue). I Rolling Stones hanno preso il loro nome osservando l'estrazione della pietra dalle cave di Cursi, Paul McCartney ha ancorato da anni ormai la sua barca, Yesterday, a Porto Badisco, e non è difficile trovarlo in primavera seduto alla bottega di generi alimentari in paese a godersi il primo sole e le munacedde. Micheal Jackson, prima di iniziare la sua folgorante carriera, vendeva durante la stagione estiva caramelle e zucchero filato in un camioncino a Torre Sant'Andrea. Ci furono delle lamentele, altro non so. Sting l'ho incontrato alcune settimane fa che vendeva il suo cd masterizzato alla sagra della cecora resta, pregando ancora una volta Enzo Petrachi di poter suonare un brano con lui sul palco (lo sanno tutti, Sting voleva Enzo Petrachi nei Police). Kurt Cobain combatteva i suoi demoni rifugiandosi nel suo ritiro privato a Melpignano, dove, circondato dai suoi veri affetti, ha composto il disco capolavoro della sua carriera,Nevermaglie, poi tradotto in Nevermind per semplici motivazioni commerciali. L'elenco sarebbe lunghissimo, preferiamo fermarci qui proprio per non annoiare un pubblico alle volte già stanco di continui colpi di scena, di scoperte incredibili, di rivalutazioni socio-culturali ai limiti della decenza, proprio noi, abituati a cercare il bello ed il buono nelle verità della vita di ogni giorno.
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