CURRICULUM VITAE
Scritto da Alessio Viola    Mercoledì 27 Luglio 2011 16:15    PDF Stampa E-mail
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Spett.le Ente. Allego come richiesto dal vostro bando di concorso il mio curriculum vitae, per partecipare alla selezione di n° tre aiutanti fattorini con compiti di magazziniere e sostituto spazzino nel vostro pregiatissimo ente.

Sono nato nel 1950, la guerra era finita da poco. Ho preso la licenza elementare in un vecchio edificio scolastico, c'erano ancora i manifesti con le bombe di aereo disegnate, e i bambini con le stampelle e la testa fasciata. Ho fatto la scuola media, e per non studiare latino mi iscrissi all'avviamento professionale. C'era il boom e volevo approfittarne. Dopo la licenzia media mi sono iscritto ad un istituto industriale, pare che al nord cercassero periti meridionali da ricoprire d'oro. Mi sono diplomato con il minimo, 36, non è bastato a fare niente. Allora ho deciso di fare l'università. Ma il '68 ed il '70 mi hanno portato da tutt'altra parte di quella che immaginavo. Come prendere un bus dal numero sbagliato. Magari il 62, che porta a S. Pietro...perdoni, non intendo divagare... dicevamo? ah, si. La laurea. Una brillante laurea in una delle tante inutili materie umanistiche, 110 e lode, mica bruscolini. Non è servita a un cazzo. Ops, volevo dire non mi è stata di grande aiuto. Ho provato a fare i concorsi, ho interi cassetti della scrivania di reliquie preziose: gentile signore, la ringraziamo per la sua domanda, ma al momento non necessitiamo ecc ecc... ho fatto allora lezioni private, supplenze in paesini disperati del Salento, di quelli che nemmeno gli abitanti sanno come si chiama. Poi ho litigato con un preside, sulla spinosa questione se bisognasse mettere la "R" dei ritardatari sul registro con l'inchiostro rosso oppure blu. Ho fatto l'operaio metalmeccanico, manovale. Per tre anni. A raschiare ruggine da enormi blocchi di ferro di cui non conoscevo l'uso e la destinazione. Vita di merda, posto schifoso, pochi soldi. Mi sono buttato nel sindacato, scioperi, picchetti, mazzate. Siamo riusciti a strappare le mense, i riposi, i controlli medici. Poi è morto un operaio che lavorava accanto a me. Ho deciso di andare via, non mi sentivo ancora pronto per quella soluzione ai miei problemi. Mi sono messo a vendere quadri falsi. Una ditta li pubblicizzava in tv, gli allocchi telefonavano, e noi portavamo a domicilio preziosi falsi d'autore, i miei preferiti erano Guttuso e Cascella. Gli affari andavano discretamente, ma poi la polizia fece una retata, i proprietari dell'azienda furono arrestati, e noi venditori rimanemmo senza lavoro. Ah, ho fatto le interviste per strada, naturalmente. Fermare le persone che ti scansano con un gesto, cercare di bloccarle con un pretesto per vendergli enciclopedie. Ho rimediato una sequela di mandate al diavolo che ancora me le ricordo. Ho fatto il rappresentante di birre in bottiglia, e nei locali era appena arrivata la birra alla spina, un disastro. Allora ho aperto io stesso un locale, un bar caffè letterario, volevo far leggere mentre si beve e viceversa. Esercizio difficile oltre misura, chi beve non legge, chi legge non sa bere. Allora ho aperto solo una libreria, fumetti e arti varie. Un disastro. Nel frattempo erano arrivati i call center. Sono andato a lavorare in diversi posti. In uno dovevo convincere le persone a comprare filtri per l'acqua del rubinetto che la rendevano azzurrina e frizzante, in un altro pacchetti di viaggi organizzati a Medjuogorie, e le guide erano la Koll e Legrottaglie. Grandi prenotazioni per il primo, ma con richieste irricevibili di approfondimenti. Per l'altro, meglio stendere un velo. Ho lasciato il call center, dieci ore al giorno per 300 euro al mese mi sembravano uno schiaffo a chi lavora 14 ore per 100 euro. Ho fatto l'acinino in campagna, si guadagnava bene, ma quando torni a casa non riesci ad abbassare le braccia, puoi solo avvitare lampadine per il resto della giornata. Anche con i pomodori d'estate non è male, ma è pieno di negri, rumeni, polacchi... Allora per qualche anno ho fatto "le stagioni". Vai tre mesi all'anno in riviera, in estate, e tre in Trentino, l'inverno. Un lavoro bestia, non c'è orario, in compenso ti pagano poco. Ma si arrangiano turiste a carrettate, ed il gioco una volta tanto vale la candela. Vediamo, cos'altro... non vorrei dimenticare niente, gentile Ente... ah si, certo... ho provato a mettere su un agriturismo, coltivazione biologica naturalmente. Ci voleva un mare di permessi, ho fatto senza. Sono stato multato, ho dovuto chiudere. I ristoranti che avvelenano sono ancora aperti. Nel frattempo sono arrivate un sacco di iniziative per il lavoro ai giovani, ma io ho avuto la pessima idea di incominciare ad invecchiare. Ho provato con un mio amico a fare qualche viaggio, facevo l'autista. Mi ha detto che si stancava a guidare. Arrivavamo in certi posti, discoteche in genere. Scendeva, lasciava una borsa e tornavano a casa. Poi è sparito, mi hanno detto che è stato arrestato, non ho mai saputo perché. Ma so che molti ragazzi lo fanno, non è male come lavoro. I miei sono morti, con una pensione da 500 euro non è che se la spassassero, fino all'ultimo hanno sperato che mi "sistemassi". Peccato. Pensavo di mettermi a fare volontariato, ci sono in giro un sacco di associazioni, gli arrivano anche un bel po' di soldi: niente, dice che sono troppo vecchio, ci vogliono i giovani per essere solidali con il prossimo. Nel frattempo ho continuato a fare domande e concorsi, dappertutto. Mi sono messo anche in graduatoria per una casa popolare, ma ancora non mi rispondono. Certo, l'età incomincia a farsi sentire. Questo vostro bando è la mia ultima speranza. Ho pensato che potrei essere utile almeno a pulire i cessi, le cucine, il giardino del vostro ente. Potrei andare in giro per la città a consegnare pacchi, a piedi perché non ho la macchina. Certo potrei essere investito, beccarmi un'insolazione d'estate e la polmonite d'inverno. Come fattorino e magazziniere farei la spesa per i dirigenti, e la porterei a casa loro naturalmente. Oddio, ora che non c'è più il sindacato dovrei stare ben attento a non ammalarmi. Mi buttereste fuori subito. Né a mancare di rispetto ai capi, si finisce in tribunale. Lo so, se dovessero mancare i contributi governativi mi tagliereste lo stipendio, così non potrei finire di pagare la macchina che mi sto decidendo a prendere. E non potrei allontanarmi per un caffè, quel nano maledetto ci osserva tutti. In compenso potrei fare gli straordinari la sera, pagati la metà perché c'è un tetto, ci mancherebbe... Insomma caro Ente, credo di essere la persona giusta per voi, il mio curriculum parla chiaro, è quello di milioni di persone, è collaudato. Ah, ho anche fatto un conto: ho partecipato dal 1969 in poi, a un totale di 2.250 manifestazioni di strada, ci cui 897 finite con tafferugli; ho collezionato 4368 ore di sciopero, e distribuito circa (qui non posso essere preciso) 350.000 volantini, di cui almeno un terzo direttamente ciclostilati da me; ho firmato per 30 referendum di cui pochissimi vinti; ho sempre votato, mai una festa; ho incollato 8.010 manifesti, e preparato 134 kilogrammi di colla liquida... più una serie di altre cose su cui preferisco sorvolare, ma che potrebbero tornare molto utili al vostro pregiatissimo Ente se qualche concorrente avesse bisogno di un intervento di persuasione o di dissuasione...
Attendo vostre notizie, sperando in un cortese e positivo riscontro. Distinti saluti. Mario Rossi.

P.s. Rileggo il curriculum prima di inviarlo. Una postilla: credo che la mia vita, per quanto minima, disgraziata e senza futuro valga infinitamente più del vostro Ente di merda e dei vostri profitti. Per cui mi pregio di invitarvi con tutta la forza che ancora mi rimane, poca, ad andare affanculo per l'eternità.

 

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Testata iscritta al registro della stampa del tribunale di Lecce il 15.01.2004 al n. 844

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