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Noir, ironia, tradizione e non-luoghi sono questi gli ingredienti de Il Pasticciere, secondo lungometraggio di Luigi Sardiello. Dopo la leggera commedia Piede di Dio, il regista e giornalista toscano si cimenta con un'ambientazione decisamente più oscura. Le riprese (iniziate a metà aprile) sono state effettuate sul Pollino e nel Salento, tra Leverano e Sternatìa. "Un po' qua e un po' là, dove troviamo dei non luoghi pugliesi che permettono di estraniarsi", precisa il regista. Il Pasticciere è un film sulla non-territorialità dal punto di vista dei confini e sulla territorialità della poesia, capace di raccontare una storia. Una storia incentrata su Achille Franzi, pasticciere per vocazione. Seguendo gli insegnamenti del padre, da cui ha imparato il mestiere, dedica, infatti, la sua vita alla ricerca della perfezione per rendere felice la gente attraverso il gusto, la vista e l'olfatto. Rinchiuso nella routine del laboratorio, il destino decide di metterlo alla prova, trascinandolo nel mondo reale e facendogli percorre un viaggio che cambierà tutta la sua vita. Un percorso difficile, fatto di prove ed incontri. Una femme fatale, un azzeccagarbugli ed una sbirra, con le loro storie e le loro gesta, accompagneranno l'ingenuo pasticciere nel suo incontro/scontro con un mondo che ha bisogno di essere salvato. Durante il viaggio, il protagonista dovrà fare i conti con il suo passato e con la sua missione di vita. "Un film di confine", lo definisce Sardiello durante una conferenza stampa al Cineporto di Lecce, utile per proporre anche alcuni minuti di girato. "Di confine dal punto di vista geografico, poiché il protagonista varca il confine dell'Italia con un non-luogo dove i personaggi comunicano attraverso una sorta di "esperanto". Un confine tra bene e male, per la contrapposizione del pasticciere archetipo dell'uomo giusto e i personaggi "cattivi" che gli si avvicineranno e lo costringeranno a vivere l'inevitabile declino verso il fondo. Di confine rispetto al genere, in quanto al noir sono associati elementi di commedia, ironia e magia". Al fianco del pasticciere Antonio Catania un cast composto da Rosaria Russo, Ennio Fantastichini, Sara D'Amario, Ivan Zerbinati, Silvana Bosi, Luca Cirasola, Antonio Stornaiolo ed Emilio Solfrizzi già protagonista dell'esordio di Sardiello. "È giusto girare qui", sottolinea Antonio Catania. "È una terra genuina, come sfondo al carattere del personaggio è l'ideale. Vi è un'affezione particolare ad un mestiere fatto con le mani, fatto di tradizione. Il mio pasticciere è un personaggio naif". Rosaria Russo accenna la storia della femme fatale Angela da lei interpretata che insieme all'avvocato di Ennio Fantastichini portano il "male" nella storia. "Non ci interessava raccontare un prototipo monolitico e monofasico, volevamo rappresentare un disadattato, ossessionato da se stesso, dalla sua parte oscura", ribadisce Fantastichini, di casa a Lecce dopo il grande successo di Mine Vaganti. "Lara è figlia di un taglio. Non si sa come si è ritrovata là. E rappresenta la giustizia e l'alleggerimento nella storia", precisa Sara D'Amico. "Grazie ad Apulia Film Commission esco di casa e vado a fare i film senza prendere l'aereo", è la battuta di Antonio Stornaliolo. Il film prodotto dal pugliese Alessandro Contessa (già produttore del fortunato Focaccia blues) in collaborazione con Rai Cinema e Apulia Film Commission è girato, come detto, tra Basilicata, Puglia e Croazia. "Non è il solito film che sceglie la Puglia come location, non cerca solo scenari, ha una congruità con la regione", sottolinea il Vicepresidente di Apulia Film Commissione Luigi De Luca. I lavori sono ancora in corso. La scelta di non affrettare i tempi è dovuta ad una visione del cinema come "qualcosa di veloce e dinamico, ma che cura i dettagli" e per curare i dettagli "il film deve essere girato con cura artigianale, un po' come le torte del Pasticciere", chiude Sardiello. Elisa Palamà
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