Finisce il 2008... torna l'ADC!
Scritto da Osvaldo Piliego    Giovedì 01 Gennaio 2009 00:00    PDF Stampa E-mail
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Dal 1 gennaio sarà in tutte le edicole di Lecce e provincia con quiSalento (a soli 4 euro in più) l'ADC -Annuario della cultura salentina 2008 curato dalla redazione di Coolclub.it. Cento pagine a colori per raccontare un anno di produzione nella provincia di Lecce con uno sguardo attento alle migliori espressioni di Brindisi e Taranto. Musica, letteratura, cinema, teatro, danza, arte, eventi per dipingere un quadro quanto più complesso possibile di una terra ricca di talenti.

Dal Pop Porno de Il Genio alla Sacra Corona Unita dei Galantuomini di Edoardo Winspeare e di Fine Pena Mai di Davide Barletti e Lorenzo Conte; dallo scatenato Vinicio Capossela agli ormai intramontabili Negramaro; dall’energia ecologica dei Sud Sound System alla carica trascinante di Cesare Dell'Anna; dalla denuncia di Alessio Lega al fantastico universo di Nino G. D'Attis. E ancora: Francesco Del Prete, Omar Di Monopoli, Mario Desiati, Donatella Finocchiaro, Claudio Santamaria, Principio Attivo Teatro, Astragali e molto altro ancora.

La pubblicazione, diretta da Osvaldo Piliego, coordinata da Pierpaolo Lala, Dario Quarta e Antonietta Rosato, ospita il meglio della cultura del Salento raccontata dai giornalisti di numerose testate pugliesi.

Editoriale

Quando ci si confronta con la storia ci si scontra con delle scelte. Oggi, più che mai, rapportarsi con il presente è “critico”. La memoria collettiva è satura. Dopo il supermarket della cultura si fa avanti il supermarket della storia e insieme ad esso riemerge la pericolosa figura dello “storico della gente”, quello che ci fa sentire comodi, che riproduce il senso comune, una specie di opinionista popolare da salotto televisivo. Dove ci sarebbe bisogno di eroismo della ragione per combattere il tramonto si fa avanti l’eroismo della via di mezzo. Ecco che, sempre di più, bisogna definire i profili. Ma, per fortuna, c’è la storia scritta dalla gente, quella che vale la pena di leggere.

E poi c’è il Salento dove tutto è un po’ più in là, se possibile. Mentre tutto rallenta, la cultura, quasi fosse una reazione, impenna. Alla faccia del Salento lento, che nei suoi tempi lunghi è invece febbrile, iperattivo. I dati ci dipingono distratti e passivi nei consumi mentre le produzioni della “economia immateriale”, quella che ai beni di consumo predilige l’utilizzo della cultura e della comunicazione, sono infuse di entusiasmi che assegnano alla cultura un forte potere sovversivo.

C’è, nella smaterializzazione dei prodotti culturali, la caduta della poesia, dell’idea romantica di oggetto, ma c’è anche, contemporaneamente, in questa liquidità, una fluidità che permette a progetti e a processi di arrivare ovunque. Nel suo scomparire, nel suo perdere materia, il Salento rinasce. L’essere sociale che si trasforma in network è a tratti spaventoso ma è un mezzo di diffusione ed emersione.

Questo è il primo dato importante di quest’anno. Il nostro territorio fa parlare di sé. Un po’ più in là del Salento che va di moda ne esiste un altro che come un novello pirata naviga nel mare della rete e conquista i grandi porti. Ne è un esempio lampante Il Genio, progetto musicale nato per gioco che, grazie al tam tam di internet, oggi è ovunque: in televisione, sui giornali, alla radio, nei negozi, in casa di migliaia di persone e soprattutto in casa di una major discografica come Universal.
Lo stesso web che ha fatto nascere un disco bellissimo, quello del salentino Populous e del newyorkese Short Stories e che rende questo sud luogo “così lontano e così vicino”. Ancora musica che va lontana è il pop dei Superpartner che arriva fino in Giappone, Congorock che riempie le discoteche d’Europa e d’America, e quella nazional popolare dei Negramaro, unica band della storia capace di riempire lo stadio di San Siro a Milano.

Terra che è partenza ma finalmente ritorno, luogo del “pensiero meridiano” capace di muoversi lontano senza conformarsi e senza essere mai isolato. La cultura che puoi toccare, quella che occupa lo spazio, lo merita. Quella dei tanti libri che anche quest’anno questa terra ci regala. A partire da Nino G. D’Attis, al suo secondo romanzo con Marsilio, editrice anche del conterraneo Livio Romano. E poi, risalendo per la Puglia, il western Ferro e fuoco (Isbn) di Omar di Monopoli e la Taranto raccontata da Mario Desiati ne Il paese delle spose infelici (Mondadori) e Cosimo Argentina in Maschio Adulto Solitario (Manni).

Non solo il Sud prodotto ma anche quello che produce, e questo è il secondo dato importante. C’è un Salento che investe sulla cultura e non solo sull’evento. Un lavoro quasi di artigianato culturale che realizza tasselli di memoria di un territorio e non imbastisce baracconi che durano una notte per poi scomparire alle prime luci dell’alba o con le prime piogge autunnali.

Salento tutto l’anno! Sembra uno slogan turistico ma è la condizione di chi ha scelto di vivere qui. Ci sono case editrici e case discografiche che hanno scelto di produrre Salento, e non solo salentinità. All’interno di questo nostro nuovo annuario ne troverete una carrellata. Se lo scorso anno ci siamo concentrati sulla voce dei protagonisti, quest’anno abbiamo deciso di mettere le mani sul Salento, di coglierne i frutti.

Così è stato per il teatro, con un lavoro mirato a scavare e scoprire. Nel raccontare il 2007 se n’era scritto attraverso le sue manifestazioni più palesi, quest’anno la scelta è stata di interrogarlo nel particolare, lì dove appena nato, e parzialmente nascosto, non è visibile ai più.

Il cinema ha confermato le anticipazioni di dodici mesi fa salutando il successo dei film di Edoardo Winspeare e Davide Barletti. Un 2008 per immagini che è stato raccontato anche con le esperienze più indipendenti e sconfinanti nell’arte come quella di Josè Corvaglia e la sua Cena di Emmaus.

Il Salento è di più. Questa è la terza considerazione su cui abbiamo lavorato. Grazie soprattutto ai tanti e nuovi collaboratori le nostre vedute si sono ampliate, hanno allargato gli orizzonti della nostra indagine fino a comprendere l’arte e la danza. Anche in questo caso abbiamo cercato di scandagliare tra le produzioni e di segnalare gli eventi principali. Oltre alle produzioni, ogni sezione (musica, letteratura, cinema, teatro ect…) si conclude, infatti, con un calendario degli eventi più significativi che, secondo noi, hanno caratterizzato il 2008.

Ultima, ma più importante constatazione di questo nostro lavoro è l’impossibilità di raccontare tutto un anno della cultura salentina. Un po’ lo abbiamo voluto, parlando di cose che in un modo o nell’altro ci trovano sensibili, un po’ perché c’è tantissimo. Non basterebbero tre o quattro Adc per raccontare un anno di cultura nel Salento. Questa è la nostra, più approfondita possibile, selezione.
Buona lettura.
 

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