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NAPLES POWER DEGLI A67
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Scritto da Pierpaolo Lala
Domenica 05 Febbraio 2012 10:11 |
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Il prossimo 8 febbraio gli ‘A67 presenteranno per la prima volta dal vivo a Napoli i brani del nuovo album Naples Power (24 gennaio, Free-D Music, distr. Universal). Alle 18 presso il Forum FNAC in via Luca Giordano 59, il gruppo di Scampia salirà sul palco per un trascinante live set e per finire coinvolgerà il pubblico nelle riflessioni che il loro nuovo lavoro ha già suscitato tra i media più attenti, coadiuvati in quest’occasione da Peppe Lanzetta, autore che insieme ad altri 14 ha contribuito con un proprio testo inedito al libro allegato al CD, e da Alfredo D’Agnese, giornalista di Repubblica.
Naples Power è un omaggio al Neapolitan Power (ispirato al movimento del Black Power) nel quale gli ‘A67 collaborano con i maggiori artisti napoletani che sono stati protagonisti di quella rivoluzione musicale (Edoardo Bennato, Teresa De Sio, Tullio De Piscopo, Raiz, 99Posse, Bisca, Zezi, Nccp, Planet Funk, E. Gragnaniello, J. Senese, Joe Amoruso, Tony Esposito, Rino Zurzolo, Maria Pia De Vito, P. Montecorvino, M. Colasurdo ecc.) e offre in allegato un libro di 64 pagine contenente testi inediti di alcuni dei maggiori scrittori di area campana (oltre a Lanzetta, Roberto Saviano, Valeria Parrella, Carlo Lucarelli, Pino Aprile, Sandro Ruotolo, Alessandra Amitrano, Maurizio Braucci, Riccardo Brun, Massimo Cacciapuoti, Rossella Milone, Davide Morganti, Gianni Solla e Luigi De Magistris). La produzione è di Enzo Rizzo e la copertina è del maestro Mimmo Paladino.
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QUARANTA CINEMA PER I CHEMICAL
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Scritto da Pierpaolo Lala
Giovedì 02 Febbraio 2012 19:40 |
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L’anteprima di Milano il 26 gennaio ha registrato il sold out. E in sala in tanti non hanno resistito: si sono alzati in piedi per ballare sulle note psichedeliche di Don’t Think. Ora, il 3 febbraio alle 22, solo per una sera, la festa coinvolgerà tutti e saranno oltre 40 i cinema in tutta Italia (elenco su www.nexodigital.it) ad alzare il volume e lasciare che le platee siano trasportate nel cuore di uno dei concerti pi importanti del Fujirock Festival (l'equivalente giapponese del Glastonbury). Il trailer dell’evento sta facendo il giro del mondo e la sua versione italiana disponibile qui. Girato con 20 telecamere, Don't Think racchiude per la prima volta in un film l’esperienza integrale di un live dei Chemical Brothers. Diretto da Adam Smith, che da tempo collabora coi Chemical Brothers per gli effetti speciali dei loro spettacoli, questo film-concerto posiziona le telecamere tanto al centro del palco quanto nel cuore della folla per catturare al meglio la prospettiva dei fan e il crescendo delle intense reazioni del pubblico mentre guarda la band che offre sul palco una delle migliori performance di sempre.
Con questa proiezione al cinema in contemporanea in tutto ilglobo, il film offre al pubblico una possente alternativa alle consuete e restrittive modalit di visione di un concerto composte di clip da vedere su youtube e sugli schermi di un telefonino.
Filmato il 31 luglio del 2011, Don't Think il primo film-concerto che si avvale del glorioso sistema audio Dolby surround 7.1 ed stato mixato personalmente dalla stessa band per il grande schermo.
Dopo l’anteprima del 26 gennaio in 20 cinema del mondo il film verr proiettato su oltre 500 schermi in pi di 20 territori il 3 febbraio 2012.
In Italia lo spettacolo verr distribuito nei cinema da Nexo Digital il 3 febbraio (informazioni suwww.nexodigital.it) con il sostegno di Radio Deejay e Deejay TV. Il film stato prodotto da Marcus Lyall e Lee Groombridge per la RSA Films, la casa di produzione di Ridley Scott, in associazione con ML Studio. |
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ACOMEANDROMEDA: ROCK E POESIA.
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Scritto da osvaldo piliego
Lunedì 23 Gennaio 2012 11:41 |
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 Sono pugliesi, sono capaci di usare il flauto come Jethro Tull e di ringhiare come gli Afterhours. Il loro nuovo album "Occhio comanda colori" (Piccola bottega popolare) è un ponte tra gli anni 70 e il futuro prossimo. Forse, proprio come suggerisce il loro nome e la loro immagine, sono come un film di fantascienza di quarant'anni fa. Acomeandromeda è una band che sa pestare pesante ma sa anche concedersi boccate d'aria pop, ne sentiremo parlare.
Il vostro immaginario musicale e iconografico ha una forte impronta vintage, cosa vi ispira di quegli anni?Sicuramente la purezza dell'approccio alla composizione che si traduce anche nella totale libertà di sperimentazione, sia dal punto di vista sonoro che da quello riguardante la struttura armonica e schematica del brano.
Allo stesso tempo avete i piedi ben piantati nel nuovo rock alternativo italiano, come vi sembra il rock che vi circonda?C'è tanta roba! La produzione oggi è molto ampia e crediamo che la qualità media sia in continua crescita. Ciò ci sprona a mantenere la nostra identità e a fare scelte che ci impegnino in progetti interessanti, capaci di arricchire il nostro percorso artistico.
I vostri testi non lasciano trasparire subito il loro messaggio, vanno immaginati, sono suggestioni che nascondono una chiave di lettura emotiva. Come vi approcciate alla scrittura?Il fatto che i nostri testi siano di non immediata fruibilità lo dobbiamo alla poesia che, essendo sintesi, riduce tutto in immagini, quindi più che immaginato, il messaggio dei nostri testi va visto per la realtà che le immagini descrivono. Ovviamente tutto ciò va fatto ad occhi chiusi, guardando col cuore se c'è uno specchio che le riguarda in modo da rifletterle immedesimandosi e dunque emozionandosi. Il nostro approccio alla scrittura accosta le emozioni alle immagini e viceversa e scrive di riflesso alla musica che dipana ogni scenario agli "occhi" di chi l'ascolta.
Siete pugliesi, in quest'ultimo periodo la puglia musicale sta attraversando un ottimo periodo, come vivete questa fervore che vi circonda?L'interesse che sta suscitando il panorama musicale pugliese è meritato. Speriamo che questo momento sia utile per sdoganare le produzioni musicali del meridione, dando loro la stessa attenzione di cui godono le realtà artistiche da Roma in su. La riconsiderazione della cultura nella nostra Regione ha permesso, negli ultimi anni, il moltiplicarsi degli spazi dedicati al nostro ambito ma soprattutto ha riacceso la voglia di ascoltare, vedere, scrivere e vivere direttamente l'arte.
Mettersi a fare le cose sul serio richiede un progetto solido. Il vostro sound lascia intendere che la dimensione live sia un vostro punto di forza. Quali sono i vostri prossimi progetti?Sì effettivamente l'esibizione dal vivo è di importanza fondamentale per noi: tramite essa non solo possiamo dare, ma soprattutto ricevere sincerità. Per questa ragione stiamo cercando di sviluppare il concetto di live ampliandone i confini e i contesti tradizionali, in particolare indagando una fusione tra diverse forme d'arte che non sia solamente formale, ma dove si compia una vera e propria interazione tra suoni, immagini e movimenti.
Osvaldo Piliego |
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MARIA ANTONIETTA, BELLA E DANNATA
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Scritto da Pierpaolo Lala
Giovedì 19 Gennaio 2012 13:14 |
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 Arrivata come un piccolo fulmine a ciel sereno, annunciata come la nuova cattiva ragazza del rock italiano. È Maria Antonietta, bella e dannata. Il suo cd omonimo (pubblicato da Picicca Dischi) è un esordio sincero che sicuramente farà storcere il naso a qualche indie-snob e che piacerà a molti altri. Quello che ci piace è la freschezza di una ragazza che ha tanta vita da cantare.
Il disco è di una sincerità disarmante, metti a nudo la tua difficoltà di stare in piedi mentre tutto intorno si sgretola, è come una raccolta di polaroid della tua vita o del mondo che ti circonda. Come ti approcci alla scrittura?
La scrittura è qualcosa di catartico per me. Avevo la necessità di scrivere questo disco, queste canzoni. Non mi sarei mai potuta liberare di tutto il dolore,la delusione e lo squallore che avevo vissuto negli ultimi mesi della mia vita. Adesso sono molto felice e serena, molto innamorata. Non è stato facile uscire da quel periodo, ma se ce l’ho fatta è anche grazie alle canzoni, grazie al fatto che sono riuscita a condividere anche le sensazioni peggiori che avevo provato, a metterle lì davanti ai vostri occhi. E’ una bella sfida, anche perché la maggior parte delle persone giudica soltanto, senza comprendere che la verità non si giudica, si ascolta. Magari fa un po’ male, disturba. Ma questo disco è stato scritto senza pretese di nessun tipo, né intellettuali ne universalistiche. Racconto delle cose. Punto. Delle cose vere. Punto. Delle cose della mia vita. Magari avrei dovuto essere meno onesta, non lo so. Ma in una serie di facce, di situazioni, di sensazioni di una vita non ci vedo niente di male, soprattutto niente di così potenzialmente traumatizzante.
Musicalmente hai una fortissima matrice rock e punk ma sai adagiarti anche in atmosfere più acustiche. C’è sempre però una tensione, come se i confini del pentagramma di andassero stretti. Che musica volevi entrasse in questo disco?
La mia radice più profonda è il punk che si manifesta molto nel live secondo me, molto più che su disco.
Alcuni ti accostano a nomi come Nada, Courtney Love, ma non mi sembra riescano a definire il tuo mondo musicale. Con che musica sei cresciuta?
Con le Hole, le Bikini Kill, Sleather Kinney, Pj Harvey, gli Smiths e con molto punk. Questa è stata la musica della mia adolescenza.
Il tuo disco segna un po’ una frattura con quello che suona in giro in Italia in questo periodo. Come vedi la musica che ti circonda? Cosa ti piace? Cosa non sopporti?
Intorno a me ci sono cose belle, gruppi come Chewingum, Versailles e Dadamatto. Progetti che apprezzo molto. Mi piace quando vedo verità e purezza. Non sopporto soltanto la cattiveria e l’invidia, e di questa purtroppo ce n’è in quantità.
Osvaldo Piliego
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