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DENTE, UN CANTAUTORE DI POCHE PAROLE
Scritto da Administrator    Mercoledì 25 Gennaio 2012 12:35    PDF Stampa E-mail
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Scarica Adobe Flash Player cliccando quiÈ di poche parole, Dente, non una in più del necessario. Prendere o lasciare. Essenziale e sintetico, e sempre efficace, esattamente come lo è nelle sue canzoni. Giuseppe Peveri, emiliano, trentacinque anni, raro caso di songwriter indipendente riuscito a insinuarsi anche nei circuiti più modaioli, con il quarto disco “Io tra di noi” (il secondo per la Ghost Recods, dopo “L’amore non è bello”) conferma tutto il suo talento di cantautore puro e continua a raccontare l’amore come un moderno, romantico poeta metropolitano. Senza mai perdere il gusto per quell’approccio ironico e disincantato che era stato il tratto distintivo dei suoi lavori precedenti. Sono passati tre anni da “L’amore non è bello” e il suono di “Io tra di noi” risulta ora più compiuto e maturo, gli arrangiamenti più raffinati e le atmosfere sempre in bilico tra il divertente e l’amaro. Quello che non cambia sono gli argomenti: è ancora l’amore l’unica ragione che ti fa muovere la penna, perché? Il perché non lo so, non sono cose che si calcolano. Per ora ho scritto di quello, nel futuro chissà. Dentro questo disco c’è la tradizione della canzone d’autore italiana, e allo stesso tempo una forte modernità. Che genesi ha avuto? Questo era uno degli obbiettivi che ci eravamo preposti, fare un disco molto legato alla canzone italiana ma che non suonasse come un' esercizio di stile o un omaggio fine a se stesso. Volevo un disco del 2011 e non del 1978. Le canzoni sono state scritte nel corso degli ultimi due anni e con i miei musicisti e il produttore (Tommaso Colliva) abbiamo poi arrangiato e dato una direzione a queste canzoni. Si parla spesso, negli ultimi anni, di ”rinascita” della canzone d’autore italiana. Che cosa ne pensi? Credo che oggi ci siano in giro alcuni bravissimi autori e che da un po' di tempo mancava proprio questo, gente in grado di scrivere canzoni che possano restare nel tempo. È recente l’uscita di “Cosa volete sentire”, il libro di Minimum Fax che raccoglie scritti inediti di tredici cantautori della scena indie. Com’è stato cimentarsi con la scrittura narrativa? Una bella sfida per me che sono pigro e che scrivo pochissimo (infatti il racconto è molto breve). Sicuramente è un campo che mi attira e non escludo di scrivere altro. È un esercizio che potresti pensare di ripetere in forma lunga? La storia della musica italiana è piena di cantautori che, a un certo punto del loro percorso, decidono di dare alle proprie visioni una forma temporale diversa rispetto a quella breve di una canzone. Non è nei programmi a breve termine. Scrivere un romanzo per un musicista è una sfida grande se non vuole puntare a vendere un libro ai propri fan e basta. Questo a me non interessa, se mai dovessi scrivere un libro vorrei che venisse apprezzato anche da chi non conosce la mia musica. L’occasione della presentazione del libro a Firenze è stata anche quella dell’incontro su palco tra te, Dario Brunori (indimenticabili le vostre passate Prodezze Fuori Area!) e Andrea Appino degli Zen Circus per eseguire un brano di Lucio Dalla. In più, circolano in rete dei video con dei vostri siparietti molto divertenti. Che rapporto hai con loro? Siamo amici e quando ci vediamo ci divertiamo molto insieme, condividiamo lo stesso tipo di vita e forse è una delle cose che ci lega. Un altro legame particolare è quello che ti lega a Gianluca De Rubertis de Il Genio, Enrico Gabrielli dei Calibro 35 e Federico Dragogna dei Ministri. Con loro hai messo su il gruppo Calamari, riconducibile ala scuola della canzone-cabaret milanese di Jannacci e Svampa. Puro divertimento o ci sarà un seguito, magari un disco? Abbiamo talmente tanto poco tempo per vederci che l'attività dei Calamari ha rallentato parecchio, ci sono progetti anche non prettamente musicali a cui stiamo lavorando ma siamo molto lenti e indisciplinati. È noto che uno degli album da cui trai maggior ispirazione sia “Anima Latina”di Battisti; che il primo disco che hai comprato è un vinile dei Doors, e che, come molti di noi che eravamo adolescenti negli anni ‘90, hai frequentato il grunge di Nirvana e Pearl Jam. Come sono i tuoi ascolti, oggi? Oggi ascolto dischi vecchi, prevalentemente vecchi vinili comprati ai mercatini. C'è tanto da scoprire guardando indietro. Qual è il disco che proprio non può mancare in macchina durante gli spostamenti del tour? Chi di voi ha il controllo della radio? La radio la gestisce chi guida, che deve restare sveglio e concentrato. Lori Albanese JavaScript disabilitato!Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.L\'Adobe Flash Player non installato o piu vecchio della versione 9.0.115! swfobject.embedSWF('/plugins/content/avreloaded/mediaplayer.swf','avreloaded0','400','320','9.0.115','/plugins/content/avreloaded/expressinstall.swf', {file:'http://www.youtube.com/watch%3Fv%3DyeoSsrriVX8',width:'400',height:'320',image:'http://i.ytimg.com/vi/yeoSsrriVX8/default.jpg',showeq:'false',searchbar:'false',enablejs:'false',autostart:'false',showicons:'true',showstop:'false',showdigits:'true', showdownload:'false',usefullscreen:'false',backcolor:'0xFFFFFF',frontcolor:'0x000000', lightcolor:'0x000000',screencolor:'0x000000',overstretch:'false'} ,{allowscriptaccess:'always',seamlesstabbing:'true',allowfullscreen:'true',wmode:'window',bgcolor:'#FFFFFF',menu:'true'}, {id:'p_avreloaded0',styleclass:'allvideos'}); window.addEvent("domready",function(){var s = "warnflashavreloaded0"; if ($(s)){$(s).setOpacity(1);}});
 
NAPLES POWER DEGLI A67
Scritto da Pierpaolo Lala    Domenica 05 Febbraio 2012 10:11    PDF Stampa E-mail

Il prossimo 8 febbraio gli ‘A67 presenteranno per la prima volta dal vivo a Napoli i brani del nuovo album Naples Power (24 gennaio, Free-D Music, distr. Universal). Alle 18 presso il Forum FNAC in via Luca Giordano 59, il gruppo di Scampia salirà sul palco per un trascinante live set e per finire coinvolgerà il pubblico nelle riflessioni che il loro nuovo lavoro ha già suscitato tra i media più attenti, coadiuvati in quest’occasione da Peppe Lanzetta, autore che insieme ad altri 14 ha contribuito con un proprio testo inedito al libro allegato al CD, e da Alfredo D’Agnese, giornalista di Repubblica.

Naples Power è un omaggio al Neapolitan Power (ispirato al movimento del Black Power) nel quale gli ‘A67 collaborano con i maggiori artisti napoletani che sono stati protagonisti di quella rivoluzione musicale (Edoardo Bennato, Teresa De Sio, Tullio De Piscopo, Raiz, 99Posse, Bisca, Zezi, Nccp, Planet Funk, E. Gragnaniello, J. Senese, Joe Amoruso, Tony Esposito, Rino Zurzolo, Maria Pia De Vito, P. Montecorvino, M. Colasurdo ecc.) e offre in allegato un libro di 64 pagine contenente testi inediti di alcuni dei maggiori scrittori di area campana (oltre a Lanzetta, Roberto Saviano, Valeria Parrella, Carlo Lucarelli, Pino Aprile, Sandro Ruotolo, Alessandra Amitrano, Maurizio Braucci, Riccardo Brun, Massimo Cacciapuoti, Rossella Milone, Davide Morganti, Gianni Solla e Luigi De Magistris). La produzione è di Enzo Rizzo e la copertina è del maestro Mimmo Paladino.

 
QUARANTA CINEMA PER I CHEMICAL
Scritto da Pierpaolo Lala    Giovedì 02 Febbraio 2012 19:40    PDF Stampa E-mail
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L’anteprima di Milano il 26 gennaio ha registrato il sold out. E in sala in tanti non hanno resistito: si sono alzati in piedi per ballare sulle note psichedeliche di Don’t Think. Ora, il 3 febbraio alle 22, solo per una sera, la festa coinvolgerà tutti e saranno oltre 40 i cinema in tutta Italia (elenco su www.nexodigital.it) ad alzare il volume e lasciare che le platee siano trasportate nel cuore di uno dei concerti pi importanti del Fujirock Festival (l'equivalente giapponese del Glastonbury). Il trailer dell’evento sta facendo il giro del mondo e la sua versione italiana disponibile qui. Girato con 20 telecamere, Don't Think racchiude per la prima volta in un film  l’esperienza integrale di un live dei Chemical Brothers. Diretto da Adam Smith, che da tempo collabora coi Chemical Brothers per gli effetti speciali dei loro spettacoli, questo film-concerto posiziona le telecamere tanto al centro del palco quanto nel cuore della folla per catturare al meglio la prospettiva dei fan e il crescendo delle intense reazioni del pubblico mentre guarda la band che offre sul palco una delle migliori performance di sempre.

Con questa proiezione al cinema in contemporanea in tutto ilglobo, il film offre al pubblico una possente alternativa alle consuete e restrittive modalit di visione di un concerto composte di clip da vedere su youtube e sugli schermi di un telefonino.

Filmato il 31 luglio del 2011, Don't Think il primo film-concerto che si avvale del glorioso sistema audio Dolby surround 7.1 ed stato mixato personalmente dalla stessa band per il grande schermo.

Dopo l’anteprima del 26 gennaio in 20 cinema del mondo il film verr proiettato su oltre 500 schermi in pi di 20 territori il 3 febbraio 2012.

In Italia lo spettacolo verr distribuito nei cinema da Nexo Digital il 3 febbraio (informazioni suwww.nexodigital.it) con il sostegno di Radio Deejay e Deejay TV. Il film stato prodotto da Marcus Lyall e Lee Groombridge per la RSA Films, la casa di produzione di Ridley Scott, in associazione con ML Studio.
 
ACOMEANDROMEDA: ROCK E POESIA.
Scritto da osvaldo piliego    Lunedì 23 Gennaio 2012 11:41    PDF Stampa E-mail
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altSono pugliesi, sono capaci di usare il flauto come Jethro Tull e di ringhiare come gli Afterhours. Il loro nuovo album "Occhio comanda colori" (Piccola bottega popolare) è un ponte tra gli anni 70 e il futuro prossimo. Forse, proprio come suggerisce il loro nome e la loro immagine, sono come un film di fantascienza di quarant'anni fa. Acomeandromeda è una band che sa pestare pesante ma sa anche concedersi boccate d'aria pop, ne sentiremo parlare. Il vostro immaginario musicale e iconografico ha una forte impronta vintage, cosa vi ispira di quegli anni?Sicuramente la purezza dell'approccio alla composizione che si traduce anche nella totale libertà di sperimentazione, sia dal punto di vista sonoro che da quello riguardante la struttura armonica e schematica del brano. Allo stesso tempo avete i piedi ben piantati nel nuovo rock alternativo italiano, come vi sembra il rock che vi circonda?C'è tanta roba! La produzione oggi è molto ampia e crediamo che la qualità media sia in continua crescita. Ciò ci sprona a mantenere la nostra identità e a fare scelte che ci impegnino in progetti interessanti, capaci di arricchire il nostro percorso artistico. I vostri testi non lasciano trasparire subito il loro messaggio, vanno immaginati, sono suggestioni che nascondono una chiave di lettura emotiva. Come vi approcciate alla scrittura?Il fatto che i nostri testi siano di non immediata fruibilità lo dobbiamo alla poesia che, essendo sintesi, riduce tutto in immagini, quindi più che immaginato, il messaggio dei nostri testi va visto per la realtà che le immagini descrivono. Ovviamente tutto ciò va fatto ad occhi chiusi, guardando col cuore se c'è uno specchio che le riguarda in modo da rifletterle immedesimandosi e dunque emozionandosi. Il nostro approccio alla scrittura accosta le emozioni alle immagini e viceversa e scrive di riflesso alla musica che dipana ogni scenario agli "occhi" di chi l'ascolta. Siete pugliesi, in quest'ultimo periodo la puglia musicale sta attraversando un ottimo periodo, come vivete questa fervore che vi circonda?L'interesse che sta suscitando il panorama musicale pugliese è meritato. Speriamo che questo momento sia utile per sdoganare le produzioni musicali del meridione, dando loro la stessa attenzione di cui godono le realtà artistiche da Roma in su. La riconsiderazione della cultura nella nostra Regione ha permesso, negli ultimi anni, il moltiplicarsi degli spazi dedicati al nostro ambito ma soprattutto ha riacceso la voglia di ascoltare, vedere, scrivere e vivere direttamente l'arte. Mettersi a fare le cose sul serio richiede un progetto solido. Il vostro sound lascia intendere che la dimensione live sia un vostro punto di forza. Quali sono i vostri prossimi progetti?Sì effettivamente l'esibizione dal vivo è di importanza fondamentale per noi: tramite essa non solo possiamo dare, ma soprattutto ricevere sincerità. Per questa ragione stiamo cercando di sviluppare il concetto di live ampliandone i confini e i contesti tradizionali, in particolare indagando una fusione tra diverse forme d'arte che non sia solamente formale, ma dove si compia una vera e propria interazione tra suoni, immagini e movimenti. Osvaldo Piliego
 
MARIA ANTONIETTA, BELLA E DANNATA
Scritto da Pierpaolo Lala    Giovedì 19 Gennaio 2012 13:14    PDF Stampa E-mail
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Scarica Adobe Flash Player cliccando quiArrivata come un piccolo fulmine a ciel sereno, annunciata come la nuova cattiva ragazza del rock italiano. È Maria Antonietta, bella e dannata. Il suo cd omonimo (pubblicato da Picicca Dischi) è un esordio sincero che sicuramente farà storcere il naso a qualche indie-snob e che piacerà a molti altri. Quello che ci piace è la freschezza di una ragazza che ha tanta vita da cantare. Il disco è di una sincerità disarmante, metti a nudo la tua difficoltà di stare in piedi mentre tutto intorno si sgretola, è come una raccolta di polaroid della tua vita o del mondo che ti circonda. Come ti approcci alla scrittura? La scrittura è qualcosa di catartico per me. Avevo la necessità di scrivere questo disco, queste canzoni. Non mi sarei mai potuta liberare di tutto il dolore,la delusione e lo squallore che avevo vissuto negli ultimi mesi della mia vita. Adesso sono molto felice e serena, molto innamorata. Non è stato facile uscire da quel periodo, ma se ce l’ho fatta è anche grazie alle canzoni, grazie al fatto che sono riuscita a condividere anche le sensazioni peggiori che avevo provato, a metterle lì davanti ai vostri occhi. E’ una bella sfida, anche perché la maggior parte delle persone giudica soltanto, senza comprendere che la verità non si giudica, si ascolta. Magari fa un po’ male, disturba. Ma questo disco è stato scritto senza pretese di nessun tipo, né intellettuali ne universalistiche. Racconto delle cose. Punto. Delle cose vere. Punto. Delle cose della mia vita. Magari avrei dovuto essere meno onesta, non lo so. Ma in una serie di facce, di situazioni, di sensazioni di una vita non ci vedo niente di male, soprattutto niente di così potenzialmente traumatizzante. Musicalmente hai una fortissima matrice rock e punk ma sai adagiarti anche in atmosfere più acustiche. C’è sempre però una tensione, come se i confini del pentagramma di andassero stretti. Che musica volevi entrasse in questo disco? La mia radice più profonda è il punk che si manifesta molto nel live secondo me, molto più che su disco. Alcuni ti accostano a nomi come Nada, Courtney Love, ma non mi sembra riescano a definire il tuo mondo musicale. Con che musica sei cresciuta? Con le Hole, le Bikini Kill, Sleather Kinney, Pj Harvey, gli Smiths e con molto punk. Questa è stata la musica della mia adolescenza. Il tuo disco segna un po’ una frattura con quello che suona in giro in Italia in questo periodo. Come vedi la musica che ti circonda? Cosa ti piace? Cosa non sopporti? Intorno a me ci sono cose belle, gruppi come Chewingum, Versailles e Dadamatto. Progetti che apprezzo molto. Mi piace quando vedo verità e purezza. Non sopporto soltanto la cattiveria e l’invidia, e di questa purtroppo ce n’è in quantità. Osvaldo Piliego   JavaScript disabilitato!Per visualizzare il contenuto devi abilitare il JavaScript dalle opzioni del tuo browser.L\'Adobe Flash Player non installato o piu vecchio della versione 9.0.115! swfobject.embedSWF('/plugins/content/avreloaded/mediaplayer.swf','avreloaded1','400','320','9.0.115','/plugins/content/avreloaded/expressinstall.swf', {file:'http://www.youtube.com/watch%3Fv%3Dx_A9GIYhVf4',width:'400',height:'320',image:'http://i.ytimg.com/vi/x_A9GIYhVf4/default.jpg',showeq:'false',searchbar:'false',enablejs:'false',autostart:'false',showicons:'true',showstop:'false',showdigits:'true', showdownload:'false',usefullscreen:'false',backcolor:'0xFFFFFF',frontcolor:'0x000000', lightcolor:'0x000000',screencolor:'0x000000',overstretch:'false'} ,{allowscriptaccess:'always',seamlesstabbing:'true',allowfullscreen:'true',wmode:'window',bgcolor:'#FFFFFF',menu:'true'}, {id:'p_avreloaded1',styleclass:'allvideos'}); window.addEvent("domready",function(){var s = "warnflashavreloaded1"; if ($(s)){$(s).setOpacity(1);}});
 


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Testata iscritta al registro della stampa del tribunale di Lecce il 15.01.2004 al n. 844

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